Rassegna sperimentale sui processi e il potenziamento cognitivo nella SR

Convegno Lido di Camaiore 11 e 12 giugno 2005

Il team guidato dalla dottoressa Fabio ha messo a punto una scala di valutazione della sindrome di Rett, che consente di comprendere la gravità della malattia e la sua relazione con la mutazione genetica

Alessandro Antonietti, Rosa Angela Fabio, Caterina Martinazzoli

Dipartimento di psicologia Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Introduzione

La R.A.R.S. è uno strumento nato su esempio della C.A.R.S. (The Childhood Autism Rating Scale), uno strumento creato per riconoscere e classificare i bambini con autismo. Ogni item di questa scala contiene una particolare caratteristica dei soggetti affetti da autismo: una valutazione appropriata da parte di terapisti o genitori permette di dare un punteggio da 1 a 4 alla voce presa in considerazione in modo da ottenere un punteggio finale dato dalla somma dei diversi items. Questo punteggio finale indicherà la gravità dell’autismo. Sulla base di questo strumento ne sono già stati creati altri, ad esempio: la G.A.R.S., Gilliam Autism Rating Scale , anch’essa per identificare l’autismo e la A.S.D.S., Asperger Syndrome Diagnostic Scale , per diagnosticare la sindrome di Asperger.

Scale di valutazione della sindrome di Rett sono state create per compiere alcune ricerche. Ad esempio, il livello adattivo nei domini della comunicazione, delle abilità della vita quotidiana e della socializzazione è stato stabilito attraverso un’intervista ai genitori usando la Vineland Adaptive Behavior Scales ; il livello cognitivo è stato indagato con la Cattel Infant Intelligence Scale .

La costruzione ed individuazione degli items da inserire nella R.A.R.S. è stata effettuata avvalendosi dei dati che si evincono nella letteratura sulla sindrome di Rett. La sindrome di Rett presenta, al suo interno una forte variabilità, per cui la valutazione della stessa è difficoltosa. È necessario, quindi, stabilire quali siano le caratteristiche tipiche di questa sindrome, analizzarle e valutarle singolarmente per ottenere una valutazione globale precisa e veritiera.

30 dei 31 items di cui si compone la R.A.R.S. sono stati raggruppati in 6 aree:

Fig.1 Aree analizzate tramite R.A.R.S.

area_cognitiva

1. Area cognitiva.

L’area cognitiva è compromessa nelle bambine con la sindrome di Rett. Probabilmente in seguito alla regressione iniziale, il livello cognitivo si mantiene ad un livello di grave ritardo mentale . Considerata la difficoltà di valutare esattamente il grado di ritardo mentale, a causa della gravità dei sintomi della malattia, esistono alcuni indicatori precisi per comprendere il loro sviluppo cognitivo.

Gli items inseriti nella R.A.R.S. si riferiscono, quindi, ad una serie di indicatori correlati alle abilità cognitive sono relativi alle capacità attentive, all’orientamento spaziale e orientamento temporale, alla memoria, alla capacità di comunicare verbalmente, alla capacità di comunicazione non verbale, tramite espressioni del viso del viso e capacità di mantenere contatto visivo e attenzione condivisa, presenza di risposta del sorriso.

2. Area sensoriale.

Per quanto riguarda quest’area, è noto che le bambine con la sindrome di Rett hanno problemi esclusivamente alla vista, caratterizzata da uno sguardo periferico e all’udito, caratterizzato dall’alternanza di ipersensibilità e iposensibilità uditiva . Gli item relativi all’area sensoriale sono, quindi, “vista” e “udito”.

3. Area motoria.

Le difficoltà motorie delle bambine con la sindrome di Rett riguardano soprattutto la capacità di deambulare e le stereotipie delle mani; infatti tra i criteri di inclusione della sindrome di Rett , si trovano “la comparsa delle stereotipie a carico delle mani, quali “hand-washing”, “hand-clapping”, “hand-wringing”; e la comparsa di andatura atassica e di atassia-aprassia del tronco”.

I criteri di supporto della sindrome di Rett comprendono scoliosi e problema dei piedi. Per questo, nell’area motoria della R.A.R.S. sono stati inseriti gli items: “corpo”, “mani”, “scoliosi” e “piedi”.

4. Area delle emozioni.

Le persone in contatto con le bambine con la sindrome di Rett riferiscono che è molto facile entrare in contatto con loro: rispondono agli stimoli sociali, ai sorrisi e il loro sguardo è intenso. I loro stati emotivi sono solitamente legati allo stato di benessere . Gli items relativi all’area delle emozioni sono: “emozioni di base”, per verificare se le bambine riescano ad esprimere le emozioni e emozioni altrui, relativo alla comprensione delle emozioni delle altre persone. Appartenenti all’area delle emozioni sono anche altri due items:”sbalzi d’umore” e “ansia”, frequenti nei soggetti affetti dalla sindrome.

5. Area dell’autonomia.

A quest’area appartengono il controllo sfinterico, la capacità di alimentarsi autonomamente e le abilità di lavarsi e vestirsi.

6. Caratteristiche tipiche della sindrome.

Le caratteristiche tipiche della sindrome sono elementi importanti da indagare perchè caratterizzano la malattia e concorrono alla gravità della stessa. Si possono suddividere in caratteristiche di malattia e caratteristiche di comportamento. Le prime comprendono gli items “epilessia”, “convulsioni”, “crisi di dispnea”, “aerofagia”. Gli items relativi alle caratteristiche di comportamento sono, invece, “iperattività”, “aggressività”, “bruxismo”, “preferenze alimentari” “crisi oculogiriche”, “tensione muscolare”.

L’ultimo item del test si riferisce all’impressione generale che hanno i genitori o i terapisti che compilano la R.A.R.S. rispetto alla gravità della malattia nella bambina.

Obiettivo

L’obiettivo del seguente studio è la valutazione, la taratura e la validazione di uno strumento di misura sviluppato per comprendere l’intensità della gravità dei sintomi nella la sindrome di Rett e stabilire eventuali connessioni genotipo/fenotipo. Lo strumento si chiama R.A.R.S (Rett Assessment Rating Scale) ed indaga le diverse aree di sviluppo delle bambine. Per ogni aspetto sono indicati diversi livelli di gravità della malattia. Ad ogni livello corrisponde un punteggio, che sommato a tutti gli altri darà un valore complessivo che determina una gravità lieve, media o alta della sindrome di Rett.

Costruzione della R.A.R.S.

Come già accennato, la R.A.R.S. è uno strumento che si propone di valutare la gravità della sindrome di Rett. Il lavoro di costruzione del test ha previsto due fasi: oltre alla costruzione e preparazione dello strumento, pretaratura dello strumento.

La pretaratura dello strumento è stata effettuata tramite la somministrazione del test ad un campione di 5 mamme di bambine con la sindrome di Rett e a 10 terapisti che lavorano con bambine affette o che conoscono la malattia. Sulla base di questa pretaratura sono stati effettuati alcuni cambiamenti rispetto alla stesura originaria. È stato modificato l’ordine di alcuni items, in modo particolare nell’area cognitiva. Sono stati aggiunti l’item relativo alla scoliosi, al problema ai piedi e alla tensione muscolare, assenti in una prima stesura della R.A.R.S.. Per quanto riguarda l’area delle emozioni, inizialmente era previsto un solo item dal nome “emozioni di base”, comprendente sia l’aspetto recettivo che quello attivo delle emozioni; in seguito si è preferito separare gli items in “emozioni di base”, relativo alle capacità espressive dalle bambine, e “emozioni altrui”, relativo alla capacità di comprendere le emozioni di altre persone.Inoltre sono stati modificati alcuni termini, perchè ritenuti di difficile comprensione. Ad esempio: l’item “comunicazione non verbale” è stato spiegato utilizzando la frase “sa esprimersi con gesti ed espressioni del viso”; la parola “ipotonia” è stata sostituita dalla parola “calma”; la parola “deambulare” è stata spiegata con la parola “camminare”. Inoltre sono stati spiegati i termini “crisi di dispnea”, “iperattività”, “bruxismo”, “crisi oculogiriche” e “aerofagia”.

Somministrazione dello strumento

La R.A.R.S. è stata somministrata ai genitori di 195 bambine con la sindrome di Rett. Lo strumento è stato inviato tramite posta agli indirizzi comprendenti tutte le regioni d’Italia, segnalati dall’Associazione Italiana Rett; in questo modo è noto che tutte le bambine studiate abbiano una diagnosi certa di sindrome di Rett. La R.A.R.S. era accompagnata da una lettera di presentazione della ricerca in atto e anticipata dalla spiegazione di come doveva essere compilata. Ad ogni voce è attribuito un punteggio da 1 a 4, compresi punteggi intermedi 1,5 – 2,5 – 3,5. Per compilare lo strumento, ad ogni item i genitori dovevano selezionare la voce scelta con una X sul numero corrispondente. Si chiedeva di selezionare 1.5 o 2.5 o 3.5 con una X se l’osservazione risultava intermedia tra la voce precedente e la voce successiva.

Descrizione del campione

Il campione utilizzato per la ricerca è composto da 195 bambine affette dalla sindrome di Rett, appartenenti all’Associazione Italiana Rett e provenienti da tutte le regioni d’Italia. La maggior parte delle bambine proviene dalla Lombardia, circa il 19,5%. Un buon numero proviene anche dal Piemonte, dal Lazio, dalla Toscana, dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Due bambine sono straniere e provengono dal Belgio e dall’Inghilterra, nonostante appartengano all’associazione italiana sindrome di Rett. Di 19 bambine non sono pervenuti i dati.

L’età media delle bambine è circa 14 anni, ed è compresa tra 2 e 36 anni. Di queste bambine, 33 non presentano alcuna mutazione del gene MeCP2, 134 presentano mutazione genetica e 28 non hanno riferito i dati (tab. 1).

Tab. 1 Presenza della mutazione genetica

MUTAZIONE FREQUENZA PERCENTUALE
Presente 134 68,7%
Assente 33 16,9%
Nessuna risposta 28 14,4%
Totale 195 100,0

I diversi tipi di mutazione presentano un range ampio: nel campione preso in esame sono rappresentate 35 mutazioni. Le più fequentemente riscontrate (tab 2) sono la T158M, presente in 16 casi e la R270X presente in 14 casi.

Tab. 2 Tipi di mutazione

TIPO DI MUTAZIONE FREQUENZA PERCENTUALE
T158M 16 8,2%
R270X 14 7,2%
R294X 9 4,6%
R255X 8 4,1%
R168X 8 4,1%
R306C 7 3,6%
P152R 7 3,6%
R133C 6 3,1%
ALTRO 30 14,0%

I dati relativi al tipo di mutazione si discostano di poco dall’andamento descritto da Villard . Infatti afferma che le mutazioni maggiormente riscontrate nella popolazione di bambine con la sindrome di Rett sono la R168X, con circa il 13%, la T158M, la R255X e la R270X con il 12%. Questo indicherebbe che il campione usato per la ricerca può essere ritenuto significativo.

Analisi dei risultati

L’analisi dei risultati è avvenuta con:

  • Indici di discriminatività
  • Calcolo della coerenza interna
  • Analisi fattoriale
  • Valutazione della normalità della distribuzione e trasformazione dei punteggi

Per la R.A.R.S. sono stati calcolati innanzittutto gli indici di discriminatività per eliminare eventuali effetti tetto o effetti pavimento, dovuti ad items che i genitori ritenevano troppo complessi o troppo semplici per le bambine con la sindrome di Rett. Dall’analisi della discriminatività non emergono dati che evidenziano effetti tetto o effetti pavimento, quindi tutti i 31 items previsti inizialmente per lo strumento sono stati inclusi nell’ulteriore elaborazione.

Per il calcolo dell’attendibilità interna è stato applicato il coefficiente alfa di Cronbach sui 31 items di tutto il test; esso presenta un livello di alfa pari a 0.90. Questo indica il fatto che i diversi items presentano un indice di coerenza alto. Le aree cognitiva, sensoriale e motoria presentano un’alta coerenza interna. Nelle aree delle emozioni, dell’autonomia e delle caratteristiche tipiche della sindrome il valore di alfa è piuttosto basso: questo significa che c’è, in questi casi, una parziale coerenza interna.

L’ analisi fattoriale applicata sui 31 items della R.A.R.S. indica che i primi 7 fattori in generale spiegano circa il 60% di tutta la varianza globale. In modo particolare l’analisi fattoriale del fattore 1, applicata con il metodo PCA (Principal Component Analysis), ha una percentuale di varianza spiegata pari al 26,36%. Gli altri fattori hanno una percentuale di varianza spiegata molto più bassa: il fattore 2 pari al 9,30%, il fattore 3 pari al 6,59%, il fattore 4 al 5,40%, il fattore 5 pari al 4,49%, il fattore 6 pari al 3,50% e il fattore 7 pari al 3,40%.

  • Il fattore 1, altamente correlato a attenzione, orientamento temporale, orientamento spaziale, memoria, contatto oculare – risposta al sorriso -attenzione condivisa, comunicazione verbale e non verbale, vista e udito, corpo, mani, scoliosi e piedi, emozioni di base, emozioni altrui,controllo sfinterico, bruxismo, crisi oculogiriche, tensione muscolare e impressione generale, sembra spiegare tutte le componenti legate alla fisiologia della sindrome di Rett quindi tutti quegli aspetti che definiscono positivamente l’area cognitiva generale: cognitiva, sensoriale, motoria e delle emozioni.
  • Il fattore 2, altamente correlato con sbalzi d’umore, iperattività, ansia e aggressività, spiega circa il 10% della varianza e sembra rimandare ad una dimensione latente relativa al livello di arousal iperattivato delle bambine con la sindrome di Rett.
  • Il fattore 3, correlato a crisi di dispnea, epilessia, convulsioni e aerofagia, sembra spiegare gli stati specifici di malessere nelle bambine con la sindrome di Rett.
  • Il fattore 4, correlato agli items riguardanti l’alimentazione e all’abilità di vestirsi e lavarsi, sembra spiegare il problema particolare legato all’autonomia.

Dal momento che tutte le variabili risultano correlate con i punteggi, si è ritenuto di mantenere tutti gli items e continuare l’elaborazione.

Valutazione della normalità della distribuzione e trasformazione dei punteggi.

Per valutare la normalità della distribuzione della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi di ognuno degli items. La media del punteggio è 67,65 con una deviazione standard pari a 12,9. Per valutare la normalità della distribuzione della R.A.R.S. sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,228, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 0,339 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per ogni categoria e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media della sindrome di Rett, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 67,65 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 2.

Fig.2 R.A.R.S, gradi di gravità individuati.

fig2_rars

Valutazione della normalità della distribuzione e trasformazione nelle varie aree

Area cognitiva

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area cognitiva della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti l’area cognitiva. La media del punteggio è 15,94 con una deviazione standard pari a 4,87. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area cognitiva sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,271, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 0,822 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area cognitiva e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità dell’area stessa delle bambine del campione.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area cognitiva della sindrome di Rett, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 15,94 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 3.

Fig. 3 Area cognitiva, gradi di gravità individuati.

fig3_areacognitiva

Area sensoriale

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area sensoriale della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti l’area sensoriale. La media del punteggio è 3,96 con una deviazione standard pari a 1,57. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area sensoriale sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,374, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 0,927 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area sensoriale e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della stessa area della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area sensoriale, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 3,96 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 4.

Fig. 4 Area sensoriale, gradi di gravità individuati.

fig4_areasensoriale

Area motoria

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area motoria della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti l’area emotiva. La media del punteggio è 9,65 con una deviazione standard pari a 3,12. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area motoria sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,282, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 0,989 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area motoria e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della stessa area della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area motoria, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 9,65 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 5.

Fig.5 Area motoria, gradi di gravità individuati.

fig5_areamotoria

Area emotiva

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area emotiva della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti l’area emotiva. La media del punteggio è 7,43 con una deviazione standard pari a 2,05. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area emotiva sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,703, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 0,037 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area emotiva e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della stessa area della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area emotiva, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 7,43 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 6.

Fig. 6 Area motoria, gradi di gravità individuati.

fig6_areamotoria

Area dell’autonomia

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area dell’autonomia della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti l’area sensoriale. La media del punteggio è 10,77 con una deviazione standard pari a 1,60. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area dell’autonomia sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 1,64, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 2,63 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area dell’autonomia e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della stessa area della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area sensoriale, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 10,77 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 7.

Fig. 7 Area dell’autonomia, gradi di gravità individuati.

Area delle caratteristiche tipiche di malattia

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area delle caratteristiche tipiche di malattia della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti le caratteristiche tipiche di malattia. La media del punteggio è 6,96 con una deviazione standard pari a 2,31. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area delle caratteristiche tipiche di malattia sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,866, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 0,637 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area delle caratteristiche tipiche di malattia e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della stessa area della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area delle caratteristiche tipiche di malattia, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 6,96 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 8.

Fig.8 Area delle caratteristiche tipiche di malattia, gradi di gravità individuati.

fig8_caratteristiche

Area delle caratteristiche tipiche di comportamento

Per valutare la normalità della distribuzione dell’area delle caratteristiche tipiche di comportamento della R.A.R.S. sono stati sommati tutti i punteggi degli items riguardanti le caratteristiche tipiche di comportamento. La media del punteggio è 9,98 con una deviazione standard pari a 2,10. Per valutare la normalità della distribuzione dell’area cognitiva sono stati calcolati gli indici di simmetria e di curtosi. L’indice di simmetria ha un valore pari a 0,711, con un errore standard pari a ± 0,174. L’indice di curtosi è pari a 1,386 con un errore standard pari a ± 0,346.

Poiché i due indici si approssimano allo zero e che media, mediana e moda tendono a coincidere, la distribuzione tende ad essere normale.

In seguito è stata effettuata la trasformazione lineare dei punteggi grezzi della media per l’area delle caratteristiche tipiche di comportamento e sono stati individuati gli estremi che determinano l’entità della gravità della stessa area della sindrome di Rett attraverso la R.A.R.S.

Dai risultati ottenuti, possiamo affermare che la gravità media dell’area delle caratteristiche tipiche di comportamento, stabilita attraverso la R.A.R.S., è pari a 9,98 ± 1 deviazione standard. Al di sotto di questo dato si parlerà di lieve gravità, mentre al di sopra della media considerata, si parlerà di alta gravità, come indicato nella figura 9.

Fig. 9 Area delle caratteristiche tipiche di comportamento, gradi di gravità individuati

fig9_caratteristiche

Conclusioni

La R.A.R.S. sottoposta al nostro campione ha rivelato che la maggior parte delle bambine, il 70,3% appartiene alla fascia di media gravità. I soggetti con lieve gravità sono solamente 30, cioè il 15,3% del campione. Il 14,4% riporta invece una gravità alta. Il valore più basso riportato è 37, che corrisponde, quindi, alla bambina meno grave del campione. La bambina più grave ha invece riportato un punteggio pari a 109.

Fig.10 Distribuzione della gravità della sindrome di Rett

fig10_gravita

La relazione tra gravità e mutazione genetica non ha portato a dati significativi. La figura 4 presenta la media e la deviazione standard relativa alle principali mutazioni del gene MeCP2 presenti nel campione. Come si può evincere, pur presentandosi dei trend in cui il gruppo R133C presenta un indice di gravità minore rispetto agli altri, non risulta significativamente diverso dal punto di vista statistico. Anche il gruppo T158M presenta un basso indice di gravità valutato sulla scala R.A.R.S., ma, come indicato precedentemente, i dati ottenuti non hanno significatività statistica. Il gruppo con maggiore gravità è R168X, seguito dal gruppo R255X

Fig. 11 Correlazioni tra gravità e mutazione genetica

fig11_correlazione

Sono state trovate inoltre le correlazioni tra la mutazione e la gravità nelle diverse aree analizzate.

Come si può evincere dalle figure seguenti, che presentano la gravità valutata tramite R.A.R.S. in ogni area analizzata, il gruppo R168X presenta una gravità alta nell’area cognitiva, sensoriale ed emotiva. Il gruppo R255X, invece, risulta grave nell’area motoria; il gruppo R294X sembra essere grave nell’area delle caratteristiche tipiche. Il gruppo R306C risulta lieve nell’area sensoriale, ma grave in quella dell’autonomia. Il gruppo R133C presenta una gravità lieve nelle aree motoria, emotiva,dell’autonomia e delle caratteristiche tipiche.

Fig.12 Correlazione gravità e mutazione nell’area cognitiva

fig12_correlazione

 

Fig 13 Correlazione gravità e mutazione nell’area sensoriale

fig13_sensoriale

 

Fig.14 Correlazione gravità e mutazione nell’area motoria

fig14_motoria

 

Fig.15 Correlazione gravità e mutazione nell’area delle emozioni

fig15_emozioni

 

Fig.16 Correlazione gravità e mutazione nell’area dell’autonomia

fig16_autonomia

 

Fig. 17. Correlazione gravità e mutazione nell’area delle caratteristiche tipiche di malattia

fig17_caratteristichemal

 

Fig. 18. Correlazione gravità e mutazione nell’area delle caratteristiche tipiche di comportamento

fig18_comportamento

 

Tramite l’analisi post hoc sono state individuate alcune correlazioni statisticamente significative tra i gruppi di mutazioni all’interno delle aree analizzate. In particolare nell’area motoria vi è una diversità statistica tra il gruppo R270X e i gruppi R294X, R133C; tra R255X e i gruppi R294X e R133C; tra R168X e R294X e R133X. Nell’area delle emozioni R168X si differenzia statisticamente da R133C e T158M; nell’area cognitiva R168X è statisticamente diverso da T158M e R133C; infine, nell’area dell’autonomia il gruppo R133C si differenzia dal punto di vista statistico da T158M, R270X, R255X e R168X.

Note

  1. Schopler E., Ph. D., Reichler R., M. D., Rochen Renner B, The Childhood Autism Rating Scale (C.A.R.S.), Was
  2. James Gilliam, Gilliam Autism Rating Scale, 1995
  3. B. Myles, S. Bock, R. Simpson, Asperger Syndrome Diagnotic Scale, 2001
  4. Sparrow S. S., Balla D. A., Cicchetti D. V., Vineland Adaptive Behaviour Scales, American Guidance Service, Circle Pines 1984
  5. Cattell P., Infant Intelligence Scale, Psychological Corp., New York, 1940
  6. Villa S., La valutazione funzionale delle bambine con sindrome di Rett, in “Notiziario A.N.G.B.S.R.: Atti del seminario di Bosisio Parini, 28 novembre 1998”
  7. Lindberg B., Capire la sindrome di Rett. Una guida per genitori, educatori e terapisti, edizioni del cerro,Tirrenia(PI), Gennaio 2000
  8. Antonietti A., Castelli I., Fabio R.A., Marchetti A., La sindrome di Rett. Prospettive e strumenti per l’intervento, Carroci, giugno 2003
  9. Hagberg B., Witt Engerstrom I., Rett syndrome: a suggesting staging system for describing impairment profile with increasing age towards adolescence, in “American Journal of Medical Genetics”, 1987
  10. Diagnostic Criteria Working Group, Diagnostic Criteria for Rett Syndrome, Ann. Neurol., 1988
  11. Villa S., La valutazione funzionale delle bambine con sindrome di Rett, in “Notiziario A.N.G.B.S.R.: Atti del seminario di Bosisio Parini, 28 novembre 1998”
  12. Villard L., Aspetti genetici della sindrome di Rett e disfunzione del gene MeCP2, in Convegno annuale “Problematiche sulla sindrome di Rett”, Zagabria,maggio 2004