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TELE-AIRETT: COMPRENDERE, COMUNICARE E ALLENARE LA MOTRICITÀ

TELE-AIRETT: COMPRENDERE, COMUNICARE E ALLENARE LA MOTRICITÀ

DESCRIZIONE

L’implemenazione della teleriabilitazione consiste nel trasferire e utilizzare le nuove tecnologie per aiutare i pazienti con barriere di accesso ai centri di riabilitazione. Esistono diverse tipologie di teleriabilitazione che comprendono la telemedicina domestica, la telemedicina e la telerobotica (Brennan, 2009; Prutino, 2014). I campi di applicazione clinica per l’implementazione della teleriabilitazione includono: la terapia occupazionale e fisica, la patologia del linguaggio, la riabilitazione cardiaca e professionale. Per quanto concerne la tipologia di pazienti, questa comprende soggetti con ictus, lesioni cerebrali o del midollo spinale e amputazione. L’implementazione della teleriabilitazione rappresenta una soluzione efficace per l’erogazione di servizi di riabilitazione al fine di migliorare lo stile e la qualità di vita del paziente. A tal proposito, abbiamo condotto una systematic review sull’uso della teleriabilitazione nei soggetti con disabilità multiple. I risultati della review hanno messo in evidenzia l’efficacia di programmi con l’uso della teleriabilitazione nei bambini e giovani adulti con disabilità multiple e l’inesistenza di interventi con teleriabilitazione nella Sindrome di Rett. Pertanto, l’efficacia dimostrata in letteratura della teleriabilitazione sia in termini clinici, sia in termini di costi e benefici per i professionisti e per il paziente stesso, ha portato il nostro gruppo di ricerca a sviluppare un progetto di implementazione della teleriabilitazione a favore di soggetti con Sindrome di Rett, familiari e professionisti del settore. Gli obiettivi di tale progetto sono: abilitazione del Centro AIRett, abilitazione Università di Messina, creare setting mobili per famiglie e centri e formazione online permanenente. Il fine ultimo è creare un centro all’avanguardia che possa beneficiare dell’uso delle nuove tecnologie, nella fattispecie della teleriabilitazione, per migliorare la qualità della vita dei soggetti con Sindrome di Rett e dei loro familiari.

percorso

Valutazione
01
Pianificazione del trattamento individuale e condivisione con i Caregivers
02
Supervisione settimanale dei trattamenti
03
Risorsa 1

Se le bimbe non riescono ad andare al centro Airett, i terapisti AIRett vanno dalle bimbe!

tele-riabilitazione: APPROFONDIMENTO

Intervista ad Andrea Nucita.
Andrea Nucita è attualmente Ricercatore in Informatica e docente di Programmazione Web e Mobile presso l’Università di Messina, dove è anche fondatore e vicedirettore del Laboratorio HuM-HI (Human Machine – Hybrid Intelligence). Ha ricevuto il Dottorato in Informatica presso l’Università di Milano nel 2004. I suoi interessi di ricerca sono nell’ambito dei Sistemi Informativi Geografici, dei database spaziali e dell’informatica medica. E’ autore di numerose pubblicazioni in conferenze e journal internazionali.

La teleriabilitazione si riferisce all’utilizzo delle tecnologie dell’informazione (IT) per fornire supporto, valutazione e assistenza a distanza a persone con disabilità fisiche e/o cognitive (Schwamm et al., 2009). Può essere definita anche come la pratica di soluzioni efficaci di comunicazione e tecnologie informatiche per fornire servizi di riabilitazione clinica (Kairy, Lehoux, Vincent, & Visintin, 2009). In generale, con questo termine, si fa riferimento a numerose soluzioni che hanno in comune l’erogazione a distanza di una qualche forme di servizio di riabilitazione, ad esempio cognitiva o motoria.

La tele riabilitazione riveste un ruolo molto importante quando la riabilitazione può (o deve necessariamente) avvenire in ambiti ed in contesti di vita abituali al care receiver, come potrebbe essere la propria abitazione oppure un centro diurno, ad esempio nel caso di soggetti con disabilità multiple. Nella letteratura scientifica è dimostrato come l’’implementazione del la tele riabilitazione rappresenti una soluzione efficace per l’erogazione di servizi di riabilitazione in grado di migliorare lo stile e la qualità di vita del paziente.

Nei casi di patologie rare, in cui cioè la pre valenza è inferiore ai 5 casi su 10.000 (e la Rett si inscrive in questa categoria), la distribu zione dei pazienti nel territorio è molto rarefatta, e sono anche rari i centri in grado di fornire risposte ade guate e specializzate in termini di cura e presa in cari co. Sono questi i contesti in cui la tele riabilitazione può essere una chiave di volta, in grado di rendere prossimi i care giver specializzati ed i care receiver, seppure si trovino fisicamente a grande distanza.

Il progetto presentato a Cervia è molto ambizioso e lungimirante, perché finora la teleriabilitazione non era stata mai applicata in modo sistematico ai soggetti con Sindrome di Rett, seppure è dimostrato come la teleriabilitazione dia dei buoni risultati nel caso di soggetti con disabilità multiple. Tuttavia, questo progetto non sarebbe stato possibile in mancanza degli sforzi che Airett ha compiuto e compie nella direzione dell’uso delle tecnologie nella Sindrome di Rett.In seguito alle videoconferenze tenute nel mese di giugno per la presentazione e spiegazione del progetto, in questi giorni, stiamo compiendo i primi test di sedute teleriabilitative, che ci permetteranno di mettere a punto il sistema nel suo complesso.

L’intervento riabilitativo, nel caso di soggetti con Sindrome di Rett, è molto complesso. Nel caso della riabilitazione cognitiva, ad esempio, occorre utilizzare gli strumenti hardware e software per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). Inoltre, sono importanti la modalità e la qualità dell’interazione tra il care giver ed il care receiver. Nella riabilitazione a distanza deve essere possibile monitorare tutti questi aspetti, in modo da fornire al terapista, che segue la seduta da remoto, un quadro quanto più preciso del suo andamento. Nel contesto della riabilitazione motoria, invece, una sfida è quella di misurare in modo oggettivo i movimenti compiuti durante la seduta. Per fare questo, nell’ambito del progetto, vengono applicate tecniche di intelligenza artificiale che consentono di operare nel modo meno invasivo possibile nei confronti delle bambine, ad esempio evitando l’uso di sensori indossabili. Nel cercare soluzioni in grado di compiere sedute di riabilitazione a distanza, il progetto apre quindi nuove prospettive nell’applicazione di tecnologie sempre più sofisticate, capaci di rispondere in modo più efficace alla necessità di cura dei soggetti con Sindrome di Rett.