Addio al professor Michele Zappella

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Ci ha lasciati Michele Zappella, luminare della neuropsichiatria infantile e figura cardine della medicina e della ricerca scientifica senese. Per oltre trent’anni stimato Primario di Neuropsichiatria presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese “Le Scotte”, Michele è stato una mente eccezionalmente brillante, capace di tracciare solchi profondi nella clinica e nella ricerca sui disturbi del neurosviluppo.

La sua straordinaria intuizione scientifica lo portò a descrivere per la prima volta una specifica “variante parlante” della sindrome di Rett, il disturbo dello spettro autistico e del neurosviluppo più frequente nella popolazione femminile dopo la sindrome di Down.

Un contributo di tale portata non poteva andare perduto: proprio per questo, la Professoressa Alessandra Renieri, professoressa ordinaria di Genetica Medica e direttrice della UOC Genetica Medica, ha voluto fortemente che questa scoperta passasse alla storia della medicina internazionale. Attraverso la pubblicazione di un articolo scientifico su una prestigiosa rivista internazionale, la Professoressa Renieri ha proposto formalmente l’eponimo “variante Zappella”, legando così per sempre e in modo indelebile il nome del Professore alla letteratura scientifica mondiale.

Il legame di Michele con i suoi pazienti andava però ben oltre la ricerca in laboratorio. Michele ha contribuito attivamente e con lungimiranza alla fondazione di AIRETT (Associazione Italiana Rett), l’associazione di pazienti nata per dare un supporto concreto alle famiglie. AIRETT, che conserva tuttora la sua sede legale proprio presso l’Ospedale di Siena, continua a essere una realtà straordinariamente attiva, capace di migliorare la quotidianità delle pazienti e di offrire un contributo fattivo e costante al finanziamento della ricerca scientifica.

I colleghi, i collaboratori e tutto il personale della Genetica Medica lo ricordano oggi con profonda commozione, unendosi al grande dolore della famiglia. Oltre all’indiscutibile valore dello scienziato, autore di decine di pubblicazioni nate da un lavoro di squadra autentico, a colpire chiunque lo abbia incontrato era la sua immensa statura umana. Pur essendosi laureato in medicina trent’anni prima rispetto alle generazioni di specialisti che hanno visto nascere la genetica medica, Michele possedeva una visione così moderna e aperta da riuscire a discutere di genetica con la competenza dei massimi esperti.

I suoi collaboratori ne piangono la scomparsa ma ne celebrano l’eredità, ricordando con nostalgia un’epoca in cui gli articoli scientifici si scrivevano a più mani, discutendo e confrontandosi di persona in modo squisitamente e genuinamente interdisciplinare. Da quei lunghi confronti sono nate le basi della neuropsichiatria che ancora oggi guidano il lavoro quotidiano dei genetisti senesi. Con la scomparsa di Michele Zappella, la comunità scientifica non perde soltanto un maestro e una grande mente, ma un esempio raro di altissima qualità professionale, passione e umanità.

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