Viaggio nell’acqua con Carolina e Sara

Congresso Livorno 2004

Silvia Guizzardi, Istruttrice Nuoto

Mi chiamo Silvia Guizzardi, sono istruttrice ISEF (Istituto Superiore Educazione Fisica) e FIN (Federazione Italiana Nuoto).

Carolina

è una bambina di 8 anni, la seguo da 4 anni, nell’estate del 2002 abbiamo iniziato il nostro viaggio nell’acqua, ripreso nell’estate del 2003 e poi finalmente con la nascita del Progetto Versilia, nel gennaio del 2004 siamo riuscite a svolgere l’attività in acqua con una frequenza di tre volte alla settimana. È consigliabile fare attività in una piscina che abbia una temperatura fra i 28° e i 30°. Gli esercizi di cui parlo sono nell’ordine in cui li ho proposti a Carolina. È importante precisare che tutti gli esercizi sono svolti in acqua alta, dove Carolina non tocca.

Cammino: Esercizio per migliorare l’equilibrio per le bambine che non hanno una deambulazione autonoma; è l’unico esercizio che viene svolto dove la bambina tocca.

Ho pensato di iniziare con un esercizio per la deambulazione, una facoltà che Carolina non ha ancora acquisito in totale autonomia, sebbene grazie a questi esercizi in acqua e a quelli svolti fuori Carolina sia molto migliorata. È ben visibile come in principio l’equilibrio fosse precario, la postura inadeguata e le frequenti stereotipie che irrompevano. Ora l’esercizio è ben diverso: ha acquisito un buon equilibrio, una postura corretta ed ha eliminato le stereotipie.

carolina

Tubo ascellare: Mettere il tubo sotto le ascelle passandolo anteriormente. La bambina dovrebbe come primo obiettivo spingersi con le gambe per effettuare degli spostamenti, successivamente usare anche le braccia per ottenere uno spostamento corretto.

Successivamente ho pensato di catturare ancor di più la sua attenzione utilizzando un tubo galleggiante. Inizialmente il tubo, anche se galleggiante, creava difficoltà. Carolina non riusciva a trovare un giusto equilibrio, per galleggiare tendeva a cadere in avanti ed aveva il solito incombere delle stereotipie. Ora riesce ad eseguire l’esercizio correttamente, senza più cadere in avanti con il viso nell’acqua e controlla le stereotipie.

Tuffo: Disporre la bambina sul bordo della piscina; deve riuscire, con la spinta del busto delle gambe e delle mani opportunamente disposte in appoggio palmare sul bordo, a tuffarsi e a riemergere senza aiuti esterni.

L’obiettivo principale che mi sono proposta per il tuffo era riuscire a far tenere le mani in appoggio sul bordo. Per focalizzare l’attenzione sull’appoggio palmare ho iniziato facendole mettere le mani sul tubo. Adesso, come si può vedere, riesce a tenerle intenzionalmente sul bordo e nello stesso momento avere anche una buona postura.

A questo punto ho deciso di aumentare le difficoltà degli esercizi.

Tubo mani: Afferrare il tubo in posizione prona con le mani. Primo obiettivo mantenere le mani sul tubo per il maggior tempo possibile muovendo contemporaneamente le gambe sfruttando l’aiuto dell’istruttrice. Obiettivo finale eseguire l’esercizio in autonomia.

Come prossimo obiettivo volevo che Carolina riuscisse a tenere le mani sul tubo ed effettuasse degli spostamenti in acqua. Inizialmente ho dovuto aiutarla perché aveva notevoli difficoltà, prima fra tutte le mani che quasi sempre teneva strette a pugno e le stereotipie che contribuivano a farle perdere la presa. Per questi motivi decisi di aiutarla mentre teneva il tubo mettendo le mie mani sopra le sue. Finalmente ha raggiunto l’obiettivo.

Cavalluccio: Il tubo viene posto tra le gambe. La bambina dovrebbe mantenersi eretta con il busto ricercando l’equilibrio per un buon galleggiamento tramite l’aiuto coordinato delle braccia e delle gambe. Il primo obiettivo dell’esercizio consiste nel mantenere la posizione prona afferrando il tubo con le mani e mantenendo l’equilibrio con l’aiuto delle gambe. L’obiettivo finale è mantenersi in posizione eretta.

Carolina in posizione decubito/prona non riesce a mantenere il galleggiamento, ha diverse difficoltà a partire dalle braccia che non collaborano e la colonna. A marzo di quest’anno Carolina riusciva ad avere un buon controllo della colonna e una buona forza negli arti inferiori. Da circa cinque mesi Carolina ha raggiunto il suo obiettivo: riesce a far collaborare braccia, gambe e busto per la riuscita di questo esercizio.

Dorso con tubo e movimento alternato delle gambe: La bambina viene posta in posizione supina con il tubo dietro il collo. L’esercizio consiste nel farle muovere alternativamente le gambe.

Carolina inizialmente non amava questo esercizio perché, come succede anche per gli altri bambini, la posizione decubita supina crea ansia, non riescono a vedere dove si trovano, sentono l’acqua entrare nelle orecchie. Una volta superata questa paura grazie ad un vasto repertorio di canzoni che le ho cantato, Carolina riesce ad eseguire l’esercizio con naturalezza alternando i movimenti delle gambe.

Dorso con tubo: La bambina viene posta in posizione supina con il tubo dietro il collo. L’esercizio consiste nell’ottenere il massimo rilassamento.

L’esercizio che non ha ancora conquistato consiste nell’acquisire un buon rilassamento nella posizione decubitosupina per galleggiare in autonomia.

Immersioni: Si effettuano delle “immersioni” controllate. La bambina deve cercare di riemergere senza l’aiuto dell’istruttrice.

Questo esercizio è nato dall’esigenza di stimolare ancora di più la mobilità della colonna, gli arti superiori e potenziare la muscolatura degli arti inferiori. È necessario che continui a far ripetere questo esercizio perché gli arti inferiori e la colonna reagiscono molto bene, mentre gli arti superiori sono ancora troppo rigidi, non seguono il movimento.

Aggancio da dietro: Scopo dell’esercizio è fare in modo che la bambina si tenga abbracciata autonomamente, con il viso appoggiato sulla schiena dell’istruttrice.

Aggancio davanti: Scopo dell’esercizio è fare in modo che la bambina si tenga abbracciata autonomamente, con il viso appoggiato sull’addome dell’istruttrice.

Già nel 2002 avevo provato a fare questo esercizio, ma Carolina era ancora troppo rigida nelle braccia e non riusciva a rimanere abbracciata alla mia vita come invece fa adesso. Stessa cosa vale per questo esercizio in cui abbraccia la mia vita da davanti.

 

Sara

è una bambina di circa 5 anni; presenta la stereotipia del lavaggio delle mani, a differenza di Carolina lei ha un’ottima deambulazione autonoma ed è per questo che non le faccio eseguire l’esercizio riguardante questa facoltà.

Tubo mani: Afferrare il tubo in posizione prona con le mani. Primo obiettivo mantenere le mani sul tubo per il maggior tempo possibile muovendo contemporaneamente le gambe sfruttando l’aiuto dell’istruttrice. Obiettivo finale eseguire l’esercizio in autonomia.

A differenza di Carolina, Sara non ha problemi ad afferrare il tubo, però, pur avendo un’ottima deambulazione autonoma, in acqua non riesce a muovere alternativamente e con una buona spinta le gambe, perciò devo stimolarla a muoverle spingendo le sue cosce alternativamente e aspettando successivamente una sua risposta motoria.

Tubo ascellare: Mettere il tubo sotto le ascelle passandolo anteriormente. La bambina dovrebbe come primo obiettivo spingersi con le gambe per effettuare degli spostamenti, successivamente usare anche le braccia per ottenere uno spostamento corretto.

In questo esercizio Sara ha avuto le stesse difficoltà di Carolina, ovvero tendeva a cadere in avanti con il viso perché non riusciva (e non riesce) a spingere con le gambe. Nonostante questo handicap sta riuscendo a mantenere in busto abbastanza eretto da riuscire a non cadere frequentemente in acqua come prima.

Cavalluccio: Il tubo viene posto tra le gambe. La bambina dovrebbe mantenersi eretta con il busto ricercando l’equilibrio per un buon galleggiamento tramite l’aiuto coordinato delle braccia e delle gambe. Il primo obiettivo dell’esercizio consiste nel mantenere la posizione prona afferrando il tubo con le mani e mantenendo l’equilibrio con l’aiuto delle gambe. L’obiettivo finale è mantenersi in posizione eretta.

Sara riesce a mantenere una posizione decubito prona con un buon rilassamento che prima non riusciva ad avere. Non riesce ancora ad afferrare il tubo con le braccia perché non si sente sicura, perciò le tengo le braccia e la faccio passare dalla posizione decubito prona alla posizione eretta per farle percepire lo scopo dell’esercizio.

 

Il viaggio nell’acqua di Carolina e Sara è ancora molto ricco di scoperte e obiettivi da conquistare, e spero che le bambine riescano a raggiungerli tutti. Consiglio a tutti i genitori di portare le bambine in questo affascinante ambiente, perché grazie a questo riescono a sentire il loro corpo coordinato e armonico come raramente riescono a percepirlo fuori, oltre a favorire un buon tono muscolare che le può aiutare a prevenire posture scorrette.

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