Protocollo Sindrome di Rett per l’adolescenza in età adulta

Un gruppo di ricerca milanese ha approntato un protocollo di studio per la conoscenza e la prevenzione delle problematiche fisiche, comportamentali e psichiche del processo di invecchiamento delle pazienti Rett, con lo scopo di migliorarne le condizioni di salute e la qualità della vita.

Dr.ssa Francesca La Briola – Ospedale San Paolo, Milano

con il supporto scientifico-operativo del Centro Regionale per l’Epilessia dell’A.O. San Paolo, Università degli Studi di Milano

Premessa

Le persone affette da ritardo mentale vivono oggi più a lungo e in migliori condizioni di salute rispetto a qualche anno fa; questo gruppo di persone, che si sta progressivamente ampliando, presenta con più frequenza e più precocemente, rispetto alla popolazione senza ritardo mentale, alcuni aspetti tipici del processo di invecchiamento. Una buona conoscenza delle problematiche mediche, tipiche dell’età adulta in queste persone, e la possibilità di prevenzione delle stesse, sono aspetti fondamentali per la “presa in carico” dei pazienti e delle loro famiglie. Tuttavia, la conoscenza in ambito medico delle condizioni psico-fisiche delle persone con sindromi genetiche e, in particolare, con Sindrome di Rett in età adulta è ancora molto scarsa.

La recente letteratura (Halbach et al. 2008; Smeets EJ, 2009), a tale proposito, riporta che le condizioni generali di salute delle donne affette da Sindrome di Rett vengono percepite dai familiari come buone, sebbene siano sempre rilevanti problemi neurologici, respiratori e comportamentali; questo dato potrebbe essere correlato al fatto che probabilmente sopravvivono più a lungo le pazienti con fenotipo “lieve”. A partire dall’adolescenza si osserva un progressivo deterioramento delle capacità motorie a fronte di capacità comunicative non verbali (soprattutto con lo sguardo) maggiormente preservate. Con l’avanzare dell’età le disfunzioni autonomiche (disturbi del sonno, disturbi respiratori, disturbi comportamentali, problemi cutanei) tenderebbero a ridursi, in particolare le apnee; diventano più frequenti la cifosi e la scoliosi, quest’ultima è presente nel 90% dei casi, si evidenzia in età infantile ma tende a peggiorare a partire dall’adolescenza. Non si modifica, invece, la prevalenza dell’epilessia.

Sebbene vi siano ancora pochi dati relativi alle pazienti adulte, è riportato che le stereotipie, uno dei fondamentali elementi diagnostici, persistono e con l’invecchiamento si accentuano sintomi extrapiramidali, quali parkinsonismo e distonie (Roze E. et al. 2007).

Un altro dato importante, connesso alla povertà di informazioni relative a questa sindrome in età adulta, è che la prevalenza in questa fascia di età risulta sottostimata perché molte pazienti non vengono correttamente diagnosticate.

Le conoscenze mediche attuali, in questo ambito, risultano parziali e non sempre è facile che si verifichi una continuità di cura e “presa in carico” dall’età pediatrica a quella adulta, appare pertanto necessario prevedere controlli periodici adeguati, proseguire con la raccolta di una documentazione clinica aggiornata, e soprattutto fornire una visione integrata delle problematiche fisiche e comportamentali comuni a queste persone in età adulta.

Per migliorare le condizioni di salute, e parallelamente la qualità di vita, delle persone con Sindrome di Rett e delle loro famiglie, appare quindi necessario che le persone vengano seguite con controlli periodici da una équipe di personale sanitario adeguatamente preparato ad affrontare le problematiche che compaiono in questa sindrome in età adulta, tenendo conto del fatto che le disabilità presentate sono spesso complesse.

Scopo dello studio

Secondo recenti studi internazionali (Halbach et al. 2008; Hagberg et al. 2001), le donne con Sindrome di Rett possono vivere a lungo e in condizioni di salute relativamente soddisfacenti; nella letteratura che descrive casistiche di pazienti adulte l’età media varia tra i 27 e i 33 anni e l’età massima supera i 50 anni (53, 58 anni).

Lo scopo del presente studio è di descrivere le condizioni generali di salute, riguardanti aspetti fisici, comportamentali e psichici delle donne con Sindrome di Rett a partire dai 14 anni; ci proponiamo inoltre di chiarire quali condizioni siano età-correlate e di mettere a fuoco eventuali punti di debolezza psico-fisica nella Sindrome di Rett in età adulta.

Modalita’ di esecuzione dello studio

Alle famiglie delle ragazze con Sindrome di Rett con un’età > 14 anni verrà somministrato un questionario in cui verranno richiesti dati demografici, peso, altezza, mutazione genetica (se nota), ma soprattutto verranno indagate le problematiche mediche (fisiche, psichiche e comportamentali) insorte negli anni; per ogni aspetto patologico verrà richiesta la modalità di intervento e risoluzione. Verranno registrati trattamenti farmacologici, riabilitativi e accesso ai servizi ospedalieri (per eventuali ricoveri diagnostici e/o interventi chirurgici). Vi sarà una parte del questionario dedicata alle abilità delle ragazze e donne affette da RTT (ad esempio: comunicazione, abilità motorie, comportamento alimentare). Sarà richiesto inoltre al parente di esprimere un giudizio (nessun cambiamento, miglioramento e declino) rispetto all’evoluzione degli aspetti medici patologici e delle abilità acquisite.

Il questionario verrà somministrato durante visite ambulatoriali, ove possibile, oppure spedito a mezzo posta e restituito al Centro Epilessia dell’ A.O. San Paolo di Milano con la stessa modalità; in questo caso, qualora sorgano dei dubbi di interpretazione, le famiglie verranno contattate telefonicamente dal medico per chiarimenti e viceversa.

I dati ottenuti dai questionari verranno inseriti in un database ed elaborati per ottenere risultati significativi.

Le pazienti verranno reclutate grazie alla collaborazione con l’AIR (Associazione Italiana per la Sindrome di Rett).

Verrà richiesto inoltre, alle famiglie disponibili, di inviare una documentazione video domiciliare che evidenzi le competenze motorie e relazionali delle pazienti.

Risultati attesi e ricadute assistenziali

I dati ottenuti da questo studio dovrebbero permette di descrivere le caratteristiche cliniche (fisiche, comportamentali e psichiche) di una popolazione italiana di adolescenti e donne adulte con Sindrome di Rett; l’utilizzo del questionario, ormai inserito in molteplici studi internazionali, dovrebbe garantire il reclutamento di numerose pazienti e rendere il campione statisticamente significativo ai fini di eventuali elaborazioni scientifiche. Questa ricerca risulta di notevole importanza perché in letteratura vi sono ancora poche informazioni in merito alle caratteristiche cliniche e all’evoluzione del quadro sindromico della S. di Rett in età adulta. Acquisire nuove e più dettagliate conoscenze in questo ambito avrà successivamente delle ricadute positive in ambito assistenziale perché permetterà ai clinici di migliorare e finalizzare maggiormente gli interventi, nell’ambito della cura e prevenzione delle complicanze. Le informazioni ottenute permetteranno di formulare un protocollo di cura con controlli periodici atti a seguire efficacemente a lungo termine le donne con Sindrome di Rett, ottimizzando i controlli secondo le reali necessità delle pazienti. è inoltre importante ottenere informazioni relative alla morbilità e accesso ai servizi per valutare quanto e per quali motivi le pazienti con Sindrome di Rett si rivolgono al servizio sanitario, sia a livello ambulatoriale che ospedaliero; questo può far emergere delle problematiche che i genitori potrebbero imparare a gestire a domicilio oppure evidenziare la necessità di maggiori strutture e servizi dedicati a questa patologia e alla disabilità più in generale.

Un altro obiettivo sarà quello di correlare i dati clinici con quelli genetici (correlazione genotipo-fenotipo).

Bibliografia

Prater CD, Zylstra RG. Medical care of adults with mental retardation. Am Fam Physician 2006; 73: 2175-2184.

Halbach NSJ, Smeets EEJ, Schrander-Stumplel CTRM, van Schrojenstein Lantman de Valk HHJ, Maaskant MA, Curfs LMG. Aging in people with specific genetic syndromes: Rett syndrome. Am J Medical Genet Part A 2008; 146A: 1925-1932.

Smeets EJ, Chenault M, Curfs LMG et al. Rett Syndrome and Long Term Disorder Profile. Am J Med Genet, 2009; Part A 149A: 199-205.

Roze E, Cochen V, Sangla S, et al. Rett Syndrome: an overlooked diagnosis in women with stereotypic hand movements, psycomotor retardation, parkinsonism end dystonia? Movement Desorder, 2007; 3: 387-388.

Hagberg B, Berg M, Steffenburg U. Three decades of sociomedical experiences from West Swedish Rett females 4-60 years of age. Brain & Develop 2001;23: S28-S31.

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