La reversibilità dei sintomi nel topo Rett

Speciale Congresso Lido di Camaiore 2007

Dott.ssa Emanuela Giacometti, Whiteheead Institute Cambridge Massachusetts, Usa

La riattivazione di MeCP2 nel SNC di topi adulti affetti da sindrome di Rett porta a un significativo miglioramento delle condizioni fisiche e ad un allugamento della vita.

Nell'uomo, la mutazione di MeCP2 causa una grave forma di ritardo mentale che si manifesta entro 1-2 anni di età e porta alla progressiva perdita di motilità, linguaggio e interazioni sociali.

E' noto che la mutazione del gene Mecp2 è direttamente responsabile della malattia. Nonostante questa chiara correlazione genetica, da un punto di vista fisiologico, gli aspetti molecolari della progressione della malattia rimangono oscuri e ci si è a lungo chiesti se il manifestarsi dei sintomi sia il risultato di un progressivo accumulo di disfunzioni avvenute durante il periodo pre- e peri-natale, o se invece MeCP2 sia necessaria per il normale funzionamento del sistema nervoso centrale adulto. Dati ottenuti negli anni scorsi in diversi laboratori tra cui il nostro hanno dimostrato che MeCP2 è dispensabile durante lo sviluppo embrionale, favorendo quindi la seconda ipotesi. In considerazione dello sviluppo di possibili trattamenti farmacologici, ci siamo chiesti se al manifestarsi dei primi sintomi, cioè al momento in cui viene normalmente diagnosticata la sindrome, fosse possible intervenire efficacemente o se i danni causati dalla mancanza di MeCP2 fossero permanenti. Per testare questa ipotesi, ho modificato un preesistente modello murino di sindrome di Rett, in cui il gene MeCP2 è stato eliminato. In questi animali ho introdotto una versione silente di MeCP2 che può essere attivata nel topo adulto. Utilizzando questo sistema ho dimostrato che la specifica riattivazione di MeCP2 nel SNC tra il 1 e il 30 giorno di vita porta a un significativo miglioramento delle condizioni fische e ad un allugamento della vita. Questi risultati offrono una importante prova di principio che incoraggia la ricerca e lo sviluppo di terapie farmacologiche mirate a riattivare la funzione di MeCP2 nel periodo post-natale in pazienti affetti da sindrome di Rett.

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