Il partenariato AIRett: un’occasione per fare ricerca sulla Sindrome di Rett, insieme

Maurizio D’Esposito (Napoli)

Primo Ricercatore CNR Istituto di Genetica e Biofisica “A.Buzzati Traverso”

Group Leader, Laboratorio di Genomica ed Epigenomica, IRCCS Neuromed, Pozzilli (Is)

Coordinatore, Consorzio Europeo sulle patologie cromatiniche, “DISCHROM”

Ricercatore dell’AIRETT Research Tea

 

Il 9 maggio scorso, per la prima volta, ricercatori italiani coinvolti nello studio della Sindrome di Rett si sono uniti in un gruppo che vuole collaborare su specifiche linee di ricerca focalizzate su questa patologia, condividere reagenti ed esperienza in svariati campi, che vanno dalla genetica ed epigenetica, dalla neurobiologia alla biochimica e biologia cellulare.

Un approccio MULTIDISCIPLINARE è fondamentale se si considera che sono già passati 15 anni dalla scoperta di MECP2 quale gene causativo. Voglio dire che, vista la complessità di questa patologia, la completa identificazione della cause molecolari, lo sviluppo di nuovi trattamenti per il miglioramento della vita delle bambine, NON puo’ avvenire attraverso un approccio “singolo”, per quanto brillante e unico possa essere.

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Per questo, la costituzione del partenariato (i cui membri, insieme alle loro interazioni scientifiche correnti sono illustrate nella fig. 1) rappresenta non solo una “filosofia” scientifica più attuale, ma anche il modo migliore per produrre risultati in maniera integrata e più rapida, traendo ognuno vantaggio dalle esperienze altrui.

La presenza di gruppi di differente provenienza accademica (CNR, ISS, IRCCS, Università) e geografica permetterà di applicare anche per progetti DEDICATI a determinate categorie di Istituti (ad es. Ricerca Corrente del Ministero della Salute, ERANET della UE, Programmi Cariplo etc.). Questo aumenterà le possibilità di finanziamento della ricerca sulla sindrome di Rett, poichè senza ricerca non può esserci cura della malattia.

Dall’inaugurazione del partenariato, molti progetti comuni sono stati sottomessi ed alcune attività di beneficio comune sono state oppure stanno per essere attivate, quali la disponibilità di cellule iPS (modello di cellule umane della sindrome di Rett) e, presto, la disponibilità a tutto il gruppo di lavoro di specifici modelli animali, indispensabili per la comprensione della patogenesi molecolare della malattia.

Questo progetto ha AL CENTRO, l’AIRETT e le bambine, ed il suo miglioramento può solo nascere dal dialogo, dalla discussione e dalla reciproca comprensione tra famiglie e ricercatori.

Concludo, parafrasando la famosa stella del basket americano, Michael Jordan: “Il talento ti fa vincere una partita. L’intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato”.

Andiamo a vincere questo campionato.

 

Il dottor D'Esposito durante la presentazione dell'Airett Research Team
Il dottor D’Esposito durante la presentazione dell’Airett Research Team

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