2011

Le novita' dell'ultimo congresso della International Rett Syndrome Foundation

Prof. Maurizio Giustetto, Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale e Istituto Nazionale di Neuroscienze, Università di Torino.
Prof. Tommaso Pizzorusso, Dipartimento di Psicologia dell’Università di Firenze e Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa.

Si è svolto dal 26 al 28 giugno negli Stati Uniti nella città di Leesburg (Virginia), nei pressi di Washington DC negli Stati Uniti, il dodicesimo congresso scientifico “12th Annual Rett Syndrome Symposium” organizzato come di consuetudine dall’International Rett Syndrome Foundation, la Fondazione americana per la Sindrome di Rett. Come ormai da alcuni anni, questo Simposio viene organizzato per permettere a ricercatori provenienti da quasi ogni parte del mondo di illustrare e condividere i più recenti risultati delle loro ricerche allo scopo di ampliare le conoscenze sulle basi biologiche della sindrome di Rett. La preparazione e competenza dimostrata dai circa 130 membri della comunità medico-scientifica è stata di livello eccellente, come dimostrato dalla costante presenza di un altissimo numero di presenze a tutte le sessioni scientifiche, che si sono svolte dal mattino fino a tarda sera. La presidenza del comitato scientifico organizzatore è andata quest’anno a due esperti ricercatori nel campo, la Dott.ssa Yi Eve Sun dell’Università di Los Angeles (USA) ed il dottor James H. Eubanks del Toronto Western Research Institute (Canada) che hanno svolto un ottimo lavoro nel selezionare le presentazioni orali. Inoltre, la sessione serale dei poster scientifici ha garantito a tutti i partecipanti di poter presentare in modo adeguato l’avanzamento dei propri studi. Da notare che nella sessione di poster è stata riportata per la prima volta da parte del gruppo del Dr. Cornelius Gross dell’European Molecular Biology Laboratory di Monterotondo (Roma) lo sviluppo di un modello animale anche per la mutazione CDKL5. Se la validità di questo modello verrà confermata dai successivi studi, si aprirà la possibilità di investigare meccanismi di genesi della patologia e valutare gli effetti di possibili terapie anche per le mutazioni CDKL5.

Un ruolo per la glia nella progressione della Sindrome di Rett

Da tempo sappiamo che la proteina MeCP2 è espressa nei neuroni e che la sua assenza gioca un ruolo nell’insorgenza della Sindrome di Rett. Più recentemente esperimenti in vivo ed in vitro (Ballas 2009, Maezawa 2009) hanno dimostrato che MeCP2 viene espressa anche in tutti i tipi cellulari della glia di cervelli sani. Le cellule della glia sono di diversi tipi (astrociti, microglia...) e sono abbondanti nel cervello, hanno una grande importanza per i neuroni, in quanto sono coinvolte nel mantenimento di struttura e funzione del neurone.

Gli studi riportati qui in dettaglio hanno lo scopo di chiarire il ruolo di questa componente cellulare nella sindrome di Rett. Cellule della glia prive di Mecp2 non consentono a neuroni wild type (che esprimono normalmente Mecp2) di avere una struttura corretta e di funzionare efficientemente.

L’impiego delle onde d’urto per la riduzione dell’ipertono spastico

Dott.ssa Cristina D’agostino e Prof. Nicola Portinaro*
*Direttore della Clinica Ortopedica Università degli Studi di Milano, Responsabile UO di Ortopedia e neuro ortopedia pediatrica Istituto clinico humanitas, Rozzano, Milano

Le onde d’urto, introdotte originariamente in campo medico nei primi anni novanta, per la frantumazione dei calcoli renali (litotripsia renale), negli anni immediatamente successivi, hanno visto una sempre più diffusa applicazione anche in ambito ortopedico – fisiatrico e riabilitativo, oltre che, più recentemente, nel campo della rigenerazione tissutale.

I disturbi gastrointestinali e nutrizionali

Dott. Perazzoli S., Ghelma F., Maioli M., Corona M., Mantovani A.*, U.D. DAMA Azienda Ospedaliera San Paolo, Polo Universitario Milano
* Direttore Scientifico DAMA

Nella nostra esperienza ciò che accomuna le persone affette da grave disabilità intellettiva e neuromotoria (tra le quali le persone affette da S. di Rett) sono i disturbi di tipo funzionale dell’apparato gastroenterico, ossia i problemi relativi alla masticazione ed alla deglutizione, la scialorrea, il reflusso gastroesofaego (GERD o MRGE), la stipsi ed i problemi nutrizionali che spesso sono una conseguenza dei precedenti.

La definizione diagnostica di tali problematiche è molto più spesso di tipo clinico in quanto le procedure strumentali risultano spesso invasive, non sempre affidabili e spesso non praticabili.

L’indicazione agli esami strumentali (che spesso devono essere eseguiti con necessità di sedazione) va adeguatamente valutata sul singolo soggetto per evitare indagini invasive, reiterate e poco utili ai fini terapeutici.

Identificazione di pazienti con mutazioni nel gene MECP2 ed espressione clinica molto lieve

Dott.ssa Francesca Cogliati, Dott.ssa Silvia Russo, Istituto Auxologico Italiano, Milano

La diagnosi di sindrome di Rett prevede l’indagine di tre geni MECP2, CDKL5 e FOXG1 le cui mutazioni identificano quadri clinici abbastanza distinguibili. L’analisi prevede sia il sequenziamento diretto per verificare la presenza di mutazioni puntiformi, sia l’analisi mediante MLPA per identificare la presenza di delezioni/duplicazioni di interi esoni. L’utilizzo di entrambe le metodiche è indispensabile per condurre lo studio in modo completo.

Presso l’Istituto Auxologico attraverso l’applicazione di una flow-chart completa abbiamo studiato 609 bambine e 140 maschi, identificando tra la coorte di femmine 124 pazienti con mutazione nel gene MECP2, 14 con mutazione nel gene CDKL5 e nella coorte di maschi 2 mutazioni e 4 duplicazioni di MECP2.

È interessante notare la presenza di pazienti con quadri clinici molto atipici tuttavia associati a mutazioni nel gene MECP2. Riportiamo a questo proposito la nostra esperienza.

Studi recenti, in corso e futuri nella RTT: dal laboratorio all’assistenza clinica

Dott.ssa Bruria Ben-Zeev, The Israeli Rett Center - Pediatric Neurology Unit, Safra
Pediatric Hospital, Sheba Medical Center, Tel Hashomer, Ramat-Gan, Israel

Studio effettuato su un campione di:

  • 170 pazienti con Sindrome di Rett (RTT);
  • 130 mutazione MECP2 positiva (inclusi 2 maschi);
  • mutazioni CDKL5;
  • mutazione Foxg1;
  • diagnosi clinica.

Allo studio ha partecipato un team multidisciplinare medico composto da neurologo, gastroenterologo, ortopedico e dietista e un team di educatori composto da pedagogista, logopedista, musicoterapista e terapista occupazionale.

 

EPILESSIA

In letteratura viene riferito che il 50-90% delle bambine con Sindrome di Rett presenta epilessia e la prevalenza aumenta con l’età. L’età mediana di esordio è di 4 anni.

Problematiche dell’età adulta e approccio allo studio del Sistema Nervoso Autonomico nella RTT

Dott. Angus Clarke, Institute of Medical Genetics, University Hospital of Wales, Heath Park, Cardiff, Wales UK

1)    DONNE CON SINDROME DI RETT IN ETA' ADULTA

Nello studio effettuato sono state valutate 29 donne con forma classica e 1 donna con forma atipica, di cui 23 donne con età compresa tra 40-49 anni, 5 donne tra 50-50 anni e una > 60 anni.

Durante il follow-up sono state monitorate le abilità motorie e relazionali delle pazienti, oltre che le condizioni generali di salute.

Dallo studio sono emerse difficoltà nell’alimentazione (in particolare 9 casi con difficoltà moderata e 9 casi con difficoltà severa, di cui 3 pazienti portatrici di PEG) e problematiche psicologiche con tristezza e reazioni di dispiacere, perdita di peso non specificata e depressione.

STATO NUTRIZIONALE

Comportamento ed epilessia nella RTT in Spagna

Dott.ssa Mercedes Pineda, Servicios de Neuropediatr?a, Bioquimica y Endocrinologia, Hospital Sant Joan de Deu, Clinic, Barcelona, Spain

Studio effettuato presso l’Ospedale Sant Joan de Deu di Barcellona, su un campione di 40 pazienti di età compresa tra 19 mesi e 28 anni, con lo scopo di:

Convegno Nazionale AIRETT 2011

Le disabilità complesse: dalla diagnosi alla presa in carico. Il modello della Sindrome di Rett

Assemblea dell’Associazione Italiana Sindrome di Rett

11-12 giugno 2011- Novotel Genova ovest

Prof. Edvige Veneselli, con la collaborazione di Maria Pintaudi, Elena Parodi, Deborah Bertorello

Nei giorni 11 e 12 giugno 2011 si è svolto a Genova il Convegno Nazionale sulla Sindrome di Rett, promosso da AIRETT e organizzato dalla nostra Unità operativa, la Neuropsichiatria Infantile dell’Istituto G. Gaslini.

Convinti della rilevanza e opportunità dell’iniziativa abbiamo condiviso e accolto l’invito dell’associazione a sostenere un avanzamento della presa in carico delle bambine affette.

STUDI CLINICI Quando i problemi possono essere causati anche dai parassiti...

Dott.ssa Rosanna Qualizza, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica, in servizio presso l’Azienda Ospedaliera di Niguarda e Azienda Ospedaliera I.C.P. di Milano.

La mia esperienza con “la sindrome degli occhi belli”, si chiama ?Noemi.

Ho fatto conoscenza con questa sindrome circa 3 anni fa, quando ho conosciuto Noemi che veniva alla mia attenzione (inviata dal neuropsichiatra), per una visita allergologica per valutare e inquadrare dal punto di vista allergologico la bambina che presentava sintomi da sospetta intolleranza alimentare.

La bambina lamentava scarso appetito, nausea, dolori addominali, alvo irregolare tendenzialmente diarroico, irritabilità e nervosismo ed anche la terapia per l’epilessia, non era più in grado di controllare le frequenti crisi epilettiche.

Telethon, come riattivare il cervello nella Sindrome di Rett

Uno studio dell’Università di Torino e del San Raffaele di Milano individua un nuovo bersaglio terapeutico per questa grave forma genetica di ritardo mentale

Dalla ricerca Telethon un nuova possibile arma contro la sindrome di Rett, grave malattia neurologica di origine genetica ancora senza cura: a descriverla sulle pagine della rivista Human Molecular Genetics* è un gruppo multidisciplinare coordinato da Maurizio Giustetto dell’Università di Torino e dell’Istituto nazionale di neuroscienze e Vania Broccoli dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Intervista alla dottoressa Rodocanachi dopo l’avvio del progetto “day hospital” presso il centro Don Calabria di Milano

In questi giorni parte il progetto di day hospital finanziato dalla Fondazione Mariani, con il contributo anche dell’AIR. Le bambine selezionate sono 36,  ci può spiegare da chi e con quali criteri è stata fatta la selezione?

Assieme al piccolo gruppo di operatori dell’Istituto Don Calabria che da qualche anno si sta occupando della valutazione delle bambine Rett che accedono al nostro Servizio di Riabilitazione, abbiamo predisposto una lettera informativa ed una scheda per la richiesta di adesione al progetto. AIRETT ha inviato la scheda agli associati. Le famiglie interessate a partecipare dovevano rispedirla al Centro Don Calabria di Milano alla mia attenzione entro il mese di febbraio. Abbiamo ricevuto 81 schede di richiesta di partecipazione.

Tutte le schede sono state esaminate attentamente e la scelta non è stata facile.

Abbiamo tenuto in considerazione più di un parametro:

Verifica di un intervento di potenziamento cognitivo con indici neuropsicologici e neurofisiologici

Pubblichiamo una breve intervista con la Professoressa Rosangela Fabio* che ci dà qualche anticipazione sul progetto di ricerca in corso dal titolo “Verifica di un intervento di potenziamento cognitivo con indici neuropsicologici e neurofisiologici”

Professoressa Fabio, ci spieghi brevemente in cosa consiste il progetto che state facendo a Messina. L’eye tracker è stato uno strumento importante in questo studio?

Recenti studi (Vignoli, Fabio, La Briola, Giannatiempo, Antonietti, Maggiolini, Canevini, 2010) hanno dimostrato che sono presenti correlazioni tra fattori neurofisiologici, comportamentali e cognitivi nella sindrome di Rett. Il presente studio intende verificare se, attraverso il potenziamento cognitivo, si riscontrano dei miglioramenti negli indici cognitivi, comportamentali e neurofisiologici nelle ragazzine con Sindrome di Rett.

La Metodologia utilizzata è la seguente.

Correlations between neurophysiological, behavioral, and cognitive function in Rett Syndrome

Aglaia Vignolia*, Rosa Angela Fabio(b), Francesca La Briola(a), Samantha Giannatiempo(c), Alessandro Antonietti(c), Silvia Maggiolini(d), Maria Paola Canevinia
a Centro Epilessia, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi di Milano, Milan, Italy
b Dipartimento di Psicologia e Scienze dell’Educazione, Università di Messina, Messina, Italy
c Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica Sacro Cuore, Milan, Italy
d Scienze dell’Educazione, Università Cattolica Sacro Cuore, Milan, Italy

F4- Neuroprostani plasmatici e relazione genotipo-fenotipo nella Sindrome di Rett

Sintesi della presentazione del dott. C. De Felice al “2nd European Rett Syndrome Conference Edinburgh”, Edimburgo 7-10 Ottobre 2010

Claudio De Felice(1), Cinzia Signorini(2), Silvia Leoncini(2), Giuseppe Valacchi(3,4), Lucia Ciccoli(2) e Joussef Hayek(5)

1Unità di Terapia Intensiva Neonatale, Policlinico “Le Scotte” Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Siena, Italia
2Dipartimento di Fisiopatologia, Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Siena, Siena, Italia
3Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Siena, Siena, Italia
4Department of Food and Nutrition, Kyung Hee University, Seoul, Korea
5Child Neuropsychiatry Unit, University Hospital AOUS, Siena, Italia

La Gaslini Band Band per le bambine dagli occhi belli e per i loro fratelli

Durante in Convegno Nazionale e l’Assemblea dei Soci, Sabato 11 e Domenica 12 Giugno 2011 mattina al fianco delle nostre bambine e dei loro fratelli la Gaslini Band Band, associazione di volontariato ONLUS che ha come missione il miglioramento dell'accoglienza dei piccoli ospiti dell'Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini di Genova. A questo scopo interviene quotidianamente al Gaslini con varie attività , che mi fa piacere farvi conoscere:

Gaslini Band Band      Gaslini Band Band

La riabilitazione: tre punti di vista in profonda sintonia

Ampio spazio è stato riservato all’intervento riabilitativo ed al problema delle anomalie muscolo-scheletriche e della scoliosi nelle bambine Rett.

Gli specialisti intervenuti G. Martin (UK), M.L. Rodocanachi (Italia) e M. Lotan (Israele) hanno tutti evidenziato l’importanza di un approccio globale e multidisciplinare alle bambine, fortemente centrato sulla famiglia e sull’ambiente di vita quotidiano come punto di partenza per l’efficacia del trattamento stesso.

Sessione clinica e per le famiglie

Il percorso formativo “Clinical and Family Stream” ha offerto una visione ricca e completa sul disturbo, partendo dalle manifestazioni precoci della sindrome (anche preesordio) e seguendone lo sviluppo nelle differenti fasce d’età, analizzando gli aspetti di vita ed i problemi concreti della quotidianità delle bambine e delle loro famiglie.

Osteoporosi

L’osteoporosi, caratterizzata da bassa densità minerale ossea, è una condizione patologica frequente nella Sindrome di Rett, presente nel 75% dei casi; il meccanismo patogenetico alla base di questo disturbo non è ancora noto, ma si pensa che la causa sia genetica (probabilmente MeCP2 interferisce con la crescita ossea).

L’osteoporosi si correla ad una maggior incidenza di fratture: il 25% delle pazienti ha almeno un episodio di frattura nel corso della vita.

Nutrizione nella Sindrome di Rett.

Una scorretta nutrizione/alimentazione è spesso una complicanza che si verifica nel decorso clinico della Sindrome di Rett.

Fattori che ostacolano l’alimentazione sono: la tosse dopo o durante il pasto, l’aspirazione di liquidi (non frequente), la difficoltà a masticare, i rigurgiti e l’”hyper gag”.

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