Riabilitazione Motoria

Day hospital riabilitativo integrato e miglioramento della qualità di vita nella Sindrome di Rett

Sintesi del primo ciclo di valutazione del progetto di day hospital riabilitativo per 36 bambine/ragazze affette da Sindrome di Rett presso il Centro Don Calabria di Milano.
Dott.ssa Marina Rodocanachi, Istituto Don Calabria, Milano

Prosegue a Milano, all’Istituto Don Calabria, il progetto “Approccio riabilitativo integrato e miglioramento della qualità di vita nella Sindrome di Rett” avviato nel marzo 2011 attraverso il bando per progetti di assistenza della Fondazione Mariani ed in collaborazione con AIRETT.

A Milano il primo Centro di Day Hospital per la valutazione motoria e cognitiva nella Sindrome di Rett

Grazie al prezioso contributo della Fondazione Mariani all’inizio del 2011 prenderà il via a Milano, presso il centro Don Calabria, la prima parte di un ambizioso progetto fortemente voluto dall’AIR, di presa incarico, studio e ricerca sulle problematiche motorie e cognitive nella Sindrome di Rett.

Attualmente non esiste un centro con queste caratteristiche e ciò penalizza notevolmente i soggetti affetti da RTT.

Molte volte proprio questa mancanza di struttura e di personale competente obbliga le famiglie a intraprendere i così detti “viaggi della speranza “ all’estero con notevoli costi economici e con scarsa ricaduta di benefici in quanto queste terapie devono essere svolte con regolarità e continuità nel tempo.

Approccio riabilitativo al disordine del movimento nella sindrome di Rett

Approccio riabilitativo al disordine del movimento nella sindrome di Rett

Premessa

La sindrome di Rett è una malattia rara ad alta complessità riabilitativa in quanto associa ad un arresto/ ritardo evolutivo precoce una serie di fattori patologici (epilessia, iperventilazione, deficit nutrizionali, osteoporosi) un’importante disturbo dell’organizzazione motoria che tende a peggiorare con l’età (deficit dei meccanismi antigravitari, ipertono, difficoltà di iniziatica motoria e prassica, stereotipie manuali tipiche che impediscono la funzione manuale) un progressivo deterioramento muscolo scheletrico (scoliosi ed anomalie agli arti) un deficit cognitivo, difficoltà emozionali ed un disturbo grave della comunicazione verbale (assenza di linguaggio con risparmio di competenze comunicative).Negli ultimi anni il progresso nella presa in carico medica è stato importante, in particolare sotto forma di Day Hospital o ricoveri brevi presso alcune strutture ospedaliere pediatriche presso le quali le bambine hanno potuto usufruire di un inquadramento adeguato (accrescimento e nutrizione, consulenza genetica, cura dell’epilessia) .Tuttavia la presa in carico degli aspetti motori e riabilitativi non ha ancora trovato uno spazio uniforme di approccio, né risultano approntate delle linee guida che possano aiutare le équipes riabilitative territoriali ad affrontare correttamente le scelte e le prescrizioni riabilitative.

Il percorso con Giulia dal cielo alla terra: volare e atterrare (per cominciare ad avere fiducia nel contatto con la madre terra)

Dott. Alessandro Balzan - Counseling ad indirizzo corporeo Core Energetico
Art Counseling (musicoterapia e arteterapia)

Che cos’è la Core Energetica

La Core Energetica nasce dal lavoro di John Pierrakos, medico e psicoterapeuta americano, allievo e collaboratore di Wilhelm Reich e co-creatore insieme ad Alexander Lowen di quella psicoterapia a mediazione corporea conosciuta come Analisi Bioenergetica.

Alla fine degli anni ‘60, Pierrakos si dedicò allo sviluppo della “Core Energetics”, un nuovo approccio olistico nel campo della relazione d’aiuto, che considera l’uomo nella sua totalità, integrando l’aspetto spirituale dell’essere, con i principi della psicologia del profondo e della moderna psicoterapia corporea. La Core Energetica non si focalizza sulla risoluzione di una disfunzione o patologia ma mira alla crescita e all’evoluzione della persona verso una maggiore unificazione con la realtà interna ed esterna. La fonte di questo movimento unificatore viene chiamato Core (nucleo).

Un servizio di alta qualità per le pazienti con Sindrome di Rett

Esperienza professionale con Lotan Meir ed il National Evaluation Team di Tel Aviv, Israele

L’esperienza di due terapiste italiane con il team del professor Lotan Meir: un approccio dettato dalle particolari condizioni di lavoro in Israele, ma oltremodo interessante perchè coinvolge in un’osservazione unica, multidisciplinare ed integrata, i diversi professionisti e la famiglia delle pazienti Rett.

Cozzi Francesca,
TNPEE c/o Istituto Don Calabria, Milano

A seguito delle giornate d’incontro e valutazione tenutesi a Gennaio 2009, l’Istituto Don Calabria, in collaborazione con AIRett e l’associazione Rett di Israele, ha sostenuto un progetto di formazione professionale sulla Sindrome di Rett per due delle sue terapiste (una TNPEE dell’Istituto Don Calabria di Milano e una FKT del Centro Medico S. Marco - Don Calabria di Verona).

Le due terapiste si sono recate a Tel-Aviv (Israele) per affiancare per una settimana (23-30 Marzo 2009) Lotan Meir ed il suo team di lavoro impegnato nella valutazione funzionale di nuovi casi di Sindrome di Rett (segnalati, sospetti o diagnosticati) e nella supervisione delle bambine/ragazze già note al servizio.

Una seduta di terapia del dottor Meir Lotan
Una seduta di terapia del dottor Meir Lotan

Abbiamo seguito Lotan durante numerose sedute di fisioterapia individuale domiciliare, con particolare attenzione ai problemi posturali e di monitoraggio/contenimento della scoliosi.

L’esperienza del Centro Rett di Israele

Incontro con Meir Lotan del National Evaluation Team di Tel Aviv - Israele, presso l’Istituto Don Calabria di Milano.

Marina Rodocanachi,
medico neurologo e fisiatra, Istituto Don Calabria – Milano

Nei giorni 23 - 24 e 25 gennaio 2009, presso l’Istituto Don Calabria di Milano si è tenuto un incontro con una delle figure che più aveva colpito le famiglie per professionalità e competenza tra i relatori del Convegno Mondiale di Parigi lo scorso ottobre: Meir Lotan.

Il dottor Meir Lotan con una paziente
Il dottor Meir Lotan con una paziente

Meir Lotan è fisioterapista specializzato, Ph.D. presso l’Università di Bergen – Norvegia, Master al Dipartimento di fisioterapia dell’Università di Tel Aviv. Lavora in Israele nell’équipe nazionale di valutazione della Sindrome di Rett del suo Paese.

Esperto di fisioterapia in persone con disabilità multipla, ha sviluppato ed approfondito in modo particolare un modello di intervento riabilitativo nella Sindrome di Rett.

La nostra esperienza sull’applicazione del Theratogs sulle bambine con Sindrome di Rett

Un ausilio riabilitativo usato con successo in molte patologie, che può essere un valido strumento anche per le bimbe Rett.

Luca Doglio, Istituto Gaslini - Genova

Il Theratogs è un indumento ortesico composto da due strati: uno interno non contenente lattice, traspirante, flessibile, adattabile e confortevole (fabricfoam), ed uno esterno in tessuto velcro-sensibile al quale possono venire applicate fasce a strappo di diverso tipo secondo innumerevoli sistemi che vengono scelti in base alle esigenze individuali. Lo strato più interno di tale tessuto possiede una proprietà elastica (rigida in senso verticale ed estensibile in senso orizzontale) che aiuterebbe il paziente nell'allineamento posturale del tronco e favorirebbe l'abduzione e la stabilizzazione delle anche. E' stato ideato da Beverly Cusick, una fisioterapista americana, che ha dedicato la sua carriera lavorativa, prevalentemente, al trattamento fisioterapico di bambini con lesioni cerebrali.

Chirurgia e riabilitazione nella Sindrome di Rett

L’uso del consenso informato del genitore, ma anche quello del pazienze laddove possibile in casi di interventi chirurgici sulla deformità degli arti che spesso accompagna la malattia, pone quesiti di ordine etico e morale decisamente importanti.

Marina Rodocanachi, Istituto Don Calabria, Milano

Riabilitazione e intervento chirurgico

Nella sindrome di Rett la decisione di intervenire chirurgicamente sulle deformità degli arti o sulla scoliosi pone sicuramente importanti quesiti clinici (correggere le deformità distali per migliorare la qualità degli spostamenti in stazione eretta, modificare una curva scoliotica ritenuta pericolosa per la qualità di vita futura), ma impone delle precise considerazioni di tipo etico per poter stabilire la correttezza dell’intervento riabilitativo..

Intervento di terapia fisica nei casi di Sindrome di Rett

Una panoramica di problemi neuromuscolari solitamente riscontrabili nella Sindrome di Rett e suggerimenti di interventi di terapia fisica per contribuire al benessere delle pazienti.

Traduzione da “The scientific world journal”

Studio effettuato da Meir Lotan and Susan Hanks
National Evalutation Team, Israel Rett Center, National Evolution Team, Chaim
Sheba Medical Center, Tel HaShomer, Ramat Gan, Israel, Zvi Quittman Residential
Centers, Elwyn, Jerusalem, Israel, Departement of Physical, Therapy, Academic
College of Judea and Samaria, Ariel, Israel, Child Development and Rehabilitation Center,
Oregon Health and Science University, Portland,OR.

Gli individui con la Sindrome di Rett presentano vaste tipologie di difficoltà ortopediche e neurologiche.

I problemi tipici che bisogna prevedere quando vengono trattati questi individui sono: limitazioni funzionali, limitata capacità cardiovascolare, ipotonia, atassia, aprassia, perdita di movimenti transizionali, spasticità, scoliosi e /o cifosi, perdita deambulazione e del movimento delle mani, deformità ai piedi e disorientamento spaziale.

Attività di idroterapia presso il Centro Peppino Vismara del Don Calabria di Milano

Dal mese di Settembre 2007 sarà disponibile presso il Centro Peppino Vismara del Don Calabria di Milano, l’attività di idroterapia per le bambine e ragazze che ne facessero richiesta.

L’iniziativa avviene a seguito di contatti intercorsi tra L’AIR e la dottoressa Rodocanachi responsabile del centro.

La dottoressa, neurologo fisiatra di alta professionalità e fama, si è resa disponibile a collaborare con la nostra associazione e programmare eventuali progetti studi sulle problematiche della colonna vertebrale.

Per ora sarà possibile, previo appuntamento effettuare con lei una prima visita ed un consulto ed avere un piano riabilitativo personalizzato.

Chi fosse interessato a portare la propria bambina/ragazza può rivolgersi al seguente indirizzo:

Dr.ssa RODOCANACHI

c/o CENTRO “PEPPINO VISMARA” DON CALABRIA

VIA DEI MISSAGLIA, 117 - 20142 MILANO - TEL. 02-893891

Progetto di monitoraggio dei livelli ossimetrici durante un trattamento di musicoterapia

Obiettivo: esercitare un controllo sulle proprie anomalie respiratorie; questo ciò che una terapeuta si è prefissata realizzando un progetto di musicoterapica studiato ad hoc su una bambina di 10 anni.

Dott.ssa Monica Maccaferri, Dott.ssa Erica Santelli, Federica Chiappori, Dott. Mirco Lusuardi, Dott. Stefano Bendinelli, Dott. Marco Ruini; Dott. Giorgio Pini *

Premessa

Seguo Elisa dal settembre del 2000 in trattamento di musicoterapia presso il Centro Comunale di Musicoterapia "M. Uboldi" di Novellara (RE) e l'obiettivo principale dei primi anni di lavoro è stato incentrato su un intervento di musicoterapia abilitativo- riabilitativo che agisse rallentando la perdita dell'uso intenzionale della mani attraverso un lavoro specifico al pianoforte (che Elisa è attualmente in grado di utilizzare in modo finalizzato e intenzionale) passando poi a stimolare la potenzialità espressivo- comunicativa vocale.

La riabilitazione equestre: conferme di una terapia efficace

Anche un recente Convegno tenuto a Igea Marina incentrato su "La riabilitazione equestre e sulle sue prospettive teoriche", ha confermato la sorprendente efficacia sulle pazienti rett della riabilitazione eseguita con il cavallo.

 

Luce sul MareIl 23 e 24 Febbraio 2007 si è tenuto, con il Patrocinio del Comune di Bellaria-Igea Marina, della Provincia di Rimini e del Comitato Regionale della FISE Emilia-Romagna (Federazione Italiana Sport Equestri), un importante Convegno a carattere scientifico organizzato dalla Cooperativa sociale "Luce sul Mare" di Igea Marina incentrato su "La riabilitazione Equestre: prospettive teoriche ed attività terapeutiche". Ad esso hanno partecipato alcuni dei maggiori esperti nazionali sanitari e sportivi del settore, oltre che i Servizi Sanitari competenti della Regione Emilia-Romagna ed i Responsabili Sanitari del distretto.

Esperienza acquatica con Sara

Sara con Silvia la sua fisioterapistaSono due anni che vivo l’esperienza acquatica con Sara.

Silvia Bartolini, Fisioterapista

Quando fui contattata la prima volta da sua mamma ero incerta di riuscire, per come mi veniva presentata, a creare un rapporto con la bambina.

Nonostante la mia esperienza di insegnante di nuoto da dieci anni, anche con bambini disabili (in particolare con problemi di autismo o sindrome di Down), e quella di fisioterapista in palestra e in piscina, non conoscevo la Sindrome di Rett, quindi mi documentai subito tramite internet e parlando molto con la famiglia di Sara.

I primi due incontri con Sara non furono facili: la bambina era molto sfuggente, agitata, non trovavo l’aggancio visivo né attentivo, piangeva presentando stereotipie tipo “lavaggio delle mani”.

Dal terzo ingresso in piscina ho notato un progressivo e veloce miglioramento del nostro interagire e del rapporto di Sara con l’acqua.

Le abilità grosso-motorie.

Il potere delle aspettative, della motivazione e della programmazione

La rieducazione intesa non solo come recupero di funzioni perse, ma soprattutto come attenzione alla persona nella sua interezza, sottolineando l’importanza delle numerose variabili emotive, cognitive e comportamentali.

Stefano Piran, Centro di Potenziamento Cognitivo, Milano

Rosa Angela Fabio, Università Cattolica, Milano; Centro di Potenziamento Cognitivo, Milano

Introduzione alla riabilitazione

La riabilitazione può essere definita come l’uso combinato e coordinato dei vari servizi medici, sociali, educativi, e di lavoro atto a favorire il recupero di un individuo al più alto livello possibile di abilità funzionale (WHO, 1969).

Per cominciare a riflettere sulla questione “riabilitazione”, pensiamo al significato della parola stessa. Negli anni infatti, il concetto di riabilitazione si è notevolmente modificato fino a assumere un contenuto assai ampio ma forse sempre meno definito.

Proposta di ginnastica nella Sindrome di Rett

Speciale Congresso Lido di Camaiore 2006

Silvia, bimba dagli occhi belliSilvia, bimba dagli occhi belli, è arrivata da me nel settembre 2003 su indicazione della dottoressa Giovannucci dell’Ospedale Meyer di Firenze, la quale conosce da anni il nostro Istituto e soprattutto conosce ormai molti di noi, insegnanti Isef che hanno deciso di darsi da fare per conoscere, studiare e in questo modo ridare dignità a una materia bistrattata come l’educazione fisica.

In base agli studi svolti all’Istituto e all’attività congressuale della SIEF (Società Italiana di Educazione Fisica), possiamo definire la ginnastica, strumento dell’educazione Fisica, come “la scienza che studia l’esercizio fisico, gli effetti che con esso si possono produrre sull’organismo umano, e che ha per fine il conseguimento e il mantenimento della buona salute” (da G. Mercuriale, modificata).

Educazione, cura e riabilitazione della Sindrome di Rett nel quotidiano

Speciale Congresso Lido di Camaiore 2006

Chiara è una bellissima bambina Rett di 8 anni che frequenta il primo anno della Scuola Primaria.

A Chiara piace molto stare a scuola e trascorrere la mattinata in classe in compagnia dei suoi “piccoli amici” che dimostrano per lei un grande affetto.

Dall’ultimo anno di scuola materna si è ritenuto opportuno lavorare con la classe per curare l’inserimento positivo della bambina e definire delle modalità dello stare assieme vantaggiose per tutti, aiutando il gruppo classe a conoscere Chiara, a capirla e entrare in relazione con lei nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi spazi.

Oggi possiamo dire che è proprio dal rapporto costante con i pari, sia in ambito scolastico che extrascolastico, che Chiara trae maggior beneficio in quanto apprendere diventa più piacevole se l’attività è condivisa con gli amici e giocare richiede più impegno se l’approvazione arriva dalla voce spontanea dei bambini.

Idrochinesiologia: esperienza terapeutica altamente integrante

Carolina durante la terapia in acquaConvegno Lido di Camaiore 11 e 12 giugno 2005

L’acqua come elemento che facilita il movimento, la relazione con il terapista e l’acquisizione della consapevolezza di sé e del proprio corpo: tre casi dimostrano come l’idroterapia sia un trattamento fondamentale nella cura della malattia

Con questa relazione cercherò di seguire il filo conduttore del costrutto teorico del trattamento in acqua a 32°-34° C., aspetto peculiare che rende questo ambiente particolarmente gratificante, piacevole ed empatico. Inoltre proverò a descrivere ciò che si è visto nei filmati presentati al convegno “Interagendo con gli Elementi; Ricercare, coordinare e collaborare per la Sindrome di Rett”, tenutosi al Lido di Camaiore, 11-12 giugno 2005.

Premetto che questo lavoro è reso possibile dalla stretta collaborazione fra differenti figure professionali che operano all’interno dell’ambulatorio di San Donato Milanese dell’AIAS di Milano:

Corpo e acqua: due amici in simbiosi

Convegno Lido di Camaiore 11 e 12 giugno 2005

L’esperienza dell’ idroterapia con Carolina, una bambina di otto anni che ha ottenuto ottimi risultati, incoraggia anche altri genitori a ben sperare per il futuro delle proprie bambine

Mi chiamo Silvia Guizzardi, sono istruttrice ISEF e FIN.

Carolina è una bambina di otto anni e mezzo, la seguo da cinque anni. Nell’estate del 2002 abbiamo iniziato la nostra esperienza in acqua, ripresa nell’estate del 2003 e poi finalmente, con la nascita del progetto Versilia, da gennaio del 2004 siamo riuscite a svolgere l’attività in acqua con una frequenza di tre volte alla settimana. La temperatura dell’acqua in cui svolgiamo gli esercizi varia tra i 28 e 30°.

Gli esercizi di cui parlo sono nell’ordine in cui li ho proposti a Carolina; è importante precisare che tutti gli esercizi sono svolti in acqua alta, dove Carolina non tocca, eccetto l’esercizio sulla deambulazione.

Cammino 2002

Carolina aveva una deambulazione precaria e soggetta a frequenti stereotipie.

Un amico formidabile: il cavallo

Michela con la sua terapista Convegno Lido di Camaiore 11 e 12 giugno 2005

La dettagliata descrizione di una seduta di ippoterapia ci fa comprendere quali e quanti stimoli - fisici ed emotivi - entrino in gioco in questo tipo di sedute riabilitative

Nell’ambito delle attività svolte presso il nostro centro, l’Associazione sportiva l’Unicorno, abbiamo avuto modo di collaborare al Progetto Versilia, che ci ha permesso di entrare in contatto con alcune bambine affette dalla sindrome di Rett. In tale contesto abbiamo proposto loro delle lezioni di equitazione che in breve andremo a presentare.

Obiettivo: migliorare la qualità della vita

Convegno Lido di Camaiore 11 e 12 giugno 2005

La diagnosi della malattia rappresenta per le famiglie un momento estremamente critico.Ma si può fare molto. L’obiettivo principale è quello di far condurre alle bambine la migliore vita possibile, favorendo la mobilità articolare e prevenendo o ritardando la comparsa di deformità. È quanto afferma Lyn Weekes, Fisioterapista di cui riportiamo l’intervento esposto durante l’ultimo convegno di Lido di Camaiore.

Lyn Weekes

Traduzione Alessia Coletta e adattamento Alessandra Ligato

Il filmato che vado a presentare è stato realizzato in un hotel, in occasione di uno di quegli incontri che noi chiamiamo “family weekend”, durante i quali le famiglie partecipano a tutte le attività che noi organizziamo con le bambine; il video è stato girato nella piscina dell’albergo la cui acqua non era molto calda poiché altri clienti dell’albergo stavano usufruendo della piscina; il filmato non partirà dall’inizio della sessione di esercizi che abbiamo già visto questa mattina negli altri filmati, ma dalla seconda parte.

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Airett Campagna SMS 2013