Bande frequenziali e correlazione tra aree cerebrali nel potenziamento cognitivo nella sindrome di Rett

Alcuni studi hanno utilizzato la tecnologia eye tracker nella SR per l’osservazione della capacità di scelta e di riconoscimento di concetti di colore, forma, dimensioni e orientamento spaziale (Baptista et al., 2006; De Lima Velloso et al., 2009). Recenti studi in soggetti con SR (Vignoli et al., 2010) hanno dimostrato la presenza di correlazioni significative tra fattori neurofisiologici, comportamentali e cognitivi.

La ricerca di Vignoli et al (2010) ha evidenziato che caratteristiche neurofisiologiche ed epilettiche possono essere correlate con misure cognitive e comportamentali in bambine con sindrome di Rett. Il campione era costituito da 18 bambine (con un range di età 7-21). L’esame neurologico ha evidenziato l’età d’insorgenza, il tipo e la terapia farmacologica degli episodi epilettici. Le misure comportamentali sono state valutate utilizzando le Vineland Adaptive Behavior Scales e la Rett Assessment Rating Scale, mediante l’utilizzo della tecnologia eye tracker sono stati invece valutati gli indici neuropsicologici. La motivazione del presente studio, basato su questo precendente, è rilevare quali aree cerebrali e quali bande frequenziali si attivano in presenza di processi di apprendimento efficace nelle bambine con sindrome di Rett. Questa motivazione è subordinata a un obiettivo che sarà successivo a questo: ossia stimolare, attraverso il neuro feedback processi di apprendimento che agiscano in sinergia con le tecniche cognitivo-comportamentali.

Lo scopo del presente studio, in una prima fase, è indagare la presenza di correlazioni tra indici neurofisiologici (potenze e correlazioni anomale del tracciato elettroencefalografico), indici cognitivi (attenzione, memoria, intelligenza) e comportamentali (R.A.R.S.) nelle pazienti con Sindrome di Rett; in una seconda fase intende verificare se, attraverso il potenziamento cognitivo effettuato con l’eye tracker, si riscontrano dei miglioramenti negli indici cognitivi, comportamentali e neurofisiologici in soggetti con SR. L’obiettivo finale è poter modulare attraverso il neuro feedback l’attivazione delle aree adeguate per l’apprendimento efficace.