Scopo: ottimizzare un iter diagnosticoriabilitativo e delineare strategie terapeutiche volte ad un miglioramento della sintomatologia.
Responsabile progetto:
Dott. S. Russo - Laboratorio di genetica medica Istituto Auxologico Milano
Breve sintesi del progetto
Premesa
Presso i laboratori di Genetica Molecolare dell’Istituto Auxologico Italiano dal 2001 viene svolta attività di diagnostica e ricerca sulla Sindrome di Rett. Nel corso degli anni abbiamo raccolto una casistica di 97 pazienti con un difetto genetico noto e altrettante senza causa molecolare definita.
In particolare abbiamo valutato finemente un gruppo di 5 pazienti di sesso femminile con la mutazione 1163del 44 condivisa da un maschio con manifestazioni cliniche simili alla Sindrome di Rett.
Quattro di queste pazienti hanno una manifestazione più lieve della malattia con una ridotta capacità di comunicazione verbale, mentre la quinta ha un quadro clinico atipico, seppure più severo.
Obiettivi
Il progetto di ricerca attualmente in corso è articolato in più obiettivi:
- Ci si propone di approfondire la conoscenza delle correlazione tra il corredo genetico e le manifestazioni cliniche del paziente, tenendo conto non solo del tipo di mutazione nel gene MeCP2 o CDKL5, ma anche dell’eventuale effetto di alcune forme alternative di proteine, che si correlano con la funzione del gene principale, quali BDNF e CDKL5, e potrebbero influenzare alcuni aspetti della malattia, ad esempio la gravità e l’età di insorgenza dell’epilessia.
- Utilizzando una tecnologia avanzata che ci consente di studiare in breve lo stato di metilazione e quindi di attivazione/inattivazione di tutti i geni e di altre regioni del genoma, si vuole conoscere se la mutazione di MeCP2 ha un effetto epigenetico (ossia modifichi l’attivazione) su alcuni specifici geni, se e qual è l’eventuale differenza tra la paziente che ha una manifestazione più severa e le altre 4, confrontandole anche con il paziente di sesso maschile. Eventuali geni più o meno espressi in pazienti con la stessa mutazione ed un quadro clinico omogeneo rappresentano potenziali target specifici di MeCP2, che ci consentiranno di capire meglio il ruolo del gene principale e suggerire un’ ipotesi per una futura terapia farmacologica.

