I progressi di Emilia con la "ginnastica medica secondo le tecniche I.D."

EmiliaEmilia ha quattro anni, è bionda con due occhioni azzurri e come tante altre bambine è affetta da Sindrome di Rett.

La diagnosi è arrivata quando la bambina aveva quasi due anni e da lì ha iniziato a fare riabilitazione.

Nel mese di Novembre 2008 io e mio marito abbiamo partecipato a Lido di Camaiore ad un Congresso Internazionale di Educazione Fisica, organizzato da SIEF (Società italiana di Educazione Fisica), SIGM Toscana ed in collaborazione con l’AIR, dove si parlava di “Ginnastica Medica secondo le tecniche I.D.” nella scoliosi ed anche nella Sindrome di Rett.

E’ lì che abbiamo incontrato l’insegnante di Educazione Fisica Paolo Bartolozzi, Presidente del Congresso, con lui abbiamo deciso di iniziare un percorso con Emilia e a gennaio lui l’ha vista per la prima volta.

Emilia riusciva a stare seduta e in piedi con l’aiuto di un adulto, lei non ha mai camminato da sola, non voleva stare in ginocchio, infatti piangeva e si vedeva che era in grande difficoltà in quella posizione.

Nella sua palestra, Paolo fa fare ad Emilia molti esercizi, usando anche gli attrezzi della ginnastica classica, certamente adattandoli alle capacità e alle esigenze della bambina.

EmiliaOggi a distanza di sei mesi da quando ha cominciato questa ginnastica, Emilia riesce a stare in ginocchio con molta disinvoltura e da qualche settimana riesce a gattonare, a modo suo è vero, però è in grado di mettersi gattoni e di spostarsi da sola.

Con questa lettera non voglio dire che questa ginnastica è magica e che se le bimbe fanno questo tipo di attività riusciranno per forza a gattonare o a camminare o a prevenire l’aggravamento della scoliosi, ma vorrei solo dire che vale la pena provare, perché queste bimbe hanno delle capacità che devono però essere stimolate e tirate fuori.

Paolo con Emilia ci sta riuscendo e la cosa bella è che lei lo asseconda e tra loro credo che si sia stabilito un rapporto di fiducia e di affetto.

Spero che con questa testimonianza qualcuno possa prendere spunto e di essere così d’aiuto per chi, come me, non sapeva che questa ginnastica potesse far così bene alle nostre bambine.

Silvia Senesi,
mamma di Emilia

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