Avvocato Salvatore Nocera

Avv. Salvatore Nocera

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curriculum

  • Vorrei aver la sicurezza di 18 ore di copertura

    Buongiorno, sono la mamma di un bambino di 13 anni frequentante la seconda media, affetto da S.Simpons Golabi Behmel - ADHD, ad oggi non gli e ancora stato dato un sostegno nonostante sul PEI era stata fatta la richiesta di 18 ore.
    Vorrei sapere se poteva indicarmi come poter fare, la scuola mi dice che adesso stanno facendo le chiamate, ma non sanno dirmi ancora niente.
    Come posso fare? A questo punto vorrei aver la sicurezza di 18 ore di copertura, lui ha già 10 ore di assistenza all'autonomia e frequenta la scuola per 33 ore settimanali.
    Grazie per il tempo dedicatomi.
    Nell'attesa di una Sua risposta porgo distinti saluti.

    Se Suo figlio ha la certificazione di gravità ai sensi dell'art 3 comma 3 l.n. 104/92, Lei può insistere per sapere se l'uff scol regionale ha assegnato 18 ore settimanali, anche se anciora non ha mandato il docente. Qualora ciò sia positivo, cerchi di farsi nominare un supplente in attesa dell'avente diritto che sarà nominato dall'uff scol regionale. Se invece Le dicono che avrà meno di 18 ore, faccia presente che farà ricorso al TAR; però deve sapere con certezza , possibilmente per iscritto, che avrà meno di 18ore.
    Cordiali saluti
    Salvatore Nocera

  • Ci sono altri percorsi che potrei fare per avere assistenza per mia figlia

    Salve
    Mi chiamo Tamara e sono la mamma di Alessia, una bambina di otto anni, che frequenta la 3° elementare nell’Istituto Comprensivo di Allumiere (Roma). Alessia è stata riconosciuta invalida civile dall’Inps di Civitavecchia (art. 3 comma 3.) per “cataratta congenita monolaterale dx, ha un visus 2/10 occhio sinistro e 2/50 occhio destro non migliorabili con lenti, per 6/7 ore al giorno benda l’occhio sinistro. Su consiglio delle maestre abbiamo inoltrato la richiesta alla Provincia di Roma per l’assistenza tiflodidattica, in modo tale da fornire alla bambina la corretta metodologia di studio per un apprendimento in linea con gli standard degli altri alunni. Purtroppo la Provincia di Roma non ha ritenuto la nostra richiesta soddisfacente per l’assegnazione dell’assistenza tiflodidattica in quanto il visus di Alessia sarebbe superiore a quanto stabilito dalle tabelle in uso. Vorrei sapere se ci sono altri percorsi che potrei fare per avere assistenza per mia figlia al fine di mettere in condizione mia figlia di poter fare un percorso scolastico quanto meno penalizzante possibile, Alessia ha già fatto una valutazione congnitiva nella quale non è emerso nulla di rilenvante (tutto nella norma), grazie

    Sua
    figlia non ha bisogno del breille e quindi di un docente specializzato in tale linguaggio.
    Penso abbia bisogno di avere fotocopie ingrandite, libri di testo ingranditi o avere dall'ASL un ingranditore, cosìddetto occhio del ciclope, o meglio un software che ingrandisce le immagini del computer mi pare sino a 40 volte. Chiedete alla scuola che o si procura il software che ingrandisce o che faccia fotocopie ingrandite per l'alunna.
    A ciò dovrebbe provvedere o il docente per il sostegno o, se c'è , pure l'assistente per l'autonomia.
    Cordiali saluti

  • Sedia a rotelle in classe pronta per le emergenze

    Buonasera Avvocato, sono la mamma di un bambino di prima elementare con disabilita motoria che utilizza un deambulatore per camminare, in questi giorni a scuola stanno valutando le procedure da seguire in caso di evacuazione per calamita'. Ho sentito dire che deve esserci una sedia a rotelle in classe pronta per le emergenze....io sapevo che si doveva prendere in braccio l'alunno.....mi chiedo se esiste una normativa precisa che spiega come comportarsi in questi casi oppure ogni istituto propone le proprie direttive. La ringrazio anticipatamente per l'aiuto.
    Cordiali saluti.
    Francesca.

    Guardi un'apposita scheda sul sito www.aipd.it, cliccando su scuola e poi su schede normative
    Cordiali saluti
    Salvatore Nocera

  • Un bambino di 3 anni può essere inserito a scuola se non ha ancora tolto il pannolino?

    Avvocato Nocera sono un'insegnante di scuola dell'infanzia, volevo un chiarimento.
    Un bambino di 3 anni può essere inserito a scuola se non ha ancora tolto il pannolino? ( la mamma non ha ancora provato per evitare traumi al bambino) faccio presente che è anche seguito dall'UONPIA ma non hanno rilasciato nessuna diagnosi perché il papà non si sa dove sia.
    Grazie anticipatamente

    Penso di SI, dal momento che a partire dai tre anni è possibile iscrivere alla scuola dell'infanzia. I collaboratori della scuola dell'infanzia hanno, in base al CCNL, il compito dell'assistenza igienica per tutti i bimbi frequentanti
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • C'e' una normativa che preveda dei limiti di presenza di bes?

    Sono un'insegnante di una scuola primaria. Nella mia classe IV, composta da 21 alunni, sono presenti 3 alunni disabili e 3 dsa certificati, di cui uno inoltre con diagnosi di disturbo della coordinazione motoria. Sono, ovviamente, stati diagnosticati nel corso degli anni. C'e' una normativa che preveda dei limiti di presenza di bes? Se si creano situazioni così difficili e' possibile che si decurtino ore di sostegno passando da 22 a 14? E ' possibile che ci sia una titolare ed un continuo cambio delle altre ins.ti ogni anno e dell'aec?
    La ringrazio
    Antonella

    Purtroppo non c'è una norma che vieti la presenza di troppi alunni con disabilità nella classe. Occorrerebbe , prima dell'inizio delle iscrizioni in prima classe, che il Consiglio di istituto approvi una delibera, che va affissa all'albo, in cui si decide che non si accettano più di due alunni con disabilità nella stesa classe; dovete pure deliberare i criteri per fare una selezione in caso di iscrizioni numericamente eccessive.Ciò è previsto dalle ultime circolari annuali sulle iscrizioni.
    Cordiali saluti.

  • Bullismo in una scuola paritaria religiosa e modalità organizzative del progetto sul relativo argomento a sfavore della vittima

    Mio figlio frequenta la quinta classe della scuola primaria in un istituto paritario. E' molto educato, rispettoso, diligente e ha profiqui risultati scolatici, tutto ciò provoca il fastidio di alcuni compagni che lo hanno maltrattato, offeso e anche menato. Gli interventi della scuola non sono stati quasi mai a suo favore, anzi la maestra, in terza elementare, quando io le ho espresso il pensiero di portare via davide, mi ha detto:adesso te lo dico io che lo devi portare via dalla scuola, qui c'è da cambiare le famiglie! Prima di arrivare a questa esternazione, però, mi aveva consigliato di andare da una psicologa. Io l'ho fatto e purtroppo la professionaista non mi ha più voluto vedere, nè conoscere davide, perchè il problema non eravamo noi, ma la scuola che non assicurava la giusta tutela a davide. Davanti all'arroganza della maestra, quasi io fossi l'elemento di disturbo, ho consultato un'altra psicologa che mi ha assolutamente non consigliato di portare via davide perchè davanti alle difficoltà il fuggire sarebbe stato un messaggio negativo per il giovane studente. Nel frequentare la quarta classe, sempre in quell'istituto, c'è stato un altalenarsi di episodi, che non venivano mai risolti a favore di davide, esasperata ho scritto alla mamma del bullo, che è anche rappresentante di classe, per informarla, di volta in volta, della situazione. L'effetto, nei mesi, è stato che era davide troppo esagerato e anzi che provocava il filgio, fino ad arrivare alla confessione che sia lei che il marito stavano andando dalla psicologa. Naturalmente la mamma non obiettiva, ha diffuso interpretazioni tali, ai genitori e alla coordinatrice della scuola, da farmi guardare male da tutte le mamme del resto della classe, escludendo sempre di più davide dalle uscite dopo scuola e non favorendo i rapporti neanche all'interno della scuola, e da farmi accusare dalla suora coordinatrice che il problema è mio figlio (pur di tutelare il bullo). Lui non viene invitato mai da nessuno e se proviamo noi a organizzare qualche gioco o meranda, non aderisce nessuno. Non sono pazza, nè aggressiva, nè altro. La direzione della scuola mi tratta come una pallina da ping pong tra la suora che fa la coordinatrice e la suora superiora dell'istituto, avendo risposte evasive, discordanti e talvolta anche piccanti. A giugno mi avevano pregato di non portare via davide dalla scuola, perchè positivo, avevano già fallito non riuscendo a gestire questa situazione e assicurando la giusta tutela nell'anno a seguire, poi a settembre quando ho portato una lettera con gli auguri per un sereno anno scolastico e (le rammentavo) l'applicazione di tutti i mezzi per una giusta tutela di davide , citando la cessazione degli atti di bullismo, ho trovato la suora molto stizzita che mi ha sbeffeggiato dicendo "portalo via". La rottura è avvenuta prima che iniziasse l'anno scolastico, durante il quale, nonostante l'assicurazione della vigilanza per non far accadere i bisticci e il degeneramento tra i bambini, hanno mandato la classe quinta (quella di davide) a giocare in un campetto da soli, lontano dalla vigilanza. Il primo giorno non è accaduto nulla, il secondo invece parole e spinte tra il bullo e l'altra maleducata che ha avuto occasione di offendere davide (di seguito sarà citata come Ludovica). Davide, su sollecitazione nostra, ha chiesto alla prima occasione, alla suora, chi li controllava e lei con un sorrisino sarcastico ha risposto: siete grandi, quindi nessuno vi guarda! Naturalmente è partita la mia lamentela e la minaccia che se succede qualcosa. . . . . . Il giorno dopo i bambini hanno iniziato a giocare sotto il controllo di tutti i docenti disponibili alla ricreazione. Ma una mattina la bambina citata sopra - ludovica -si è rivolta a davide con una brutta parola, non adatta a chi frequenta una scuola religiosa:testa di c.... , davide ha risposto educatamente senza ripetere nessuna parola "ci sarai te e la tua famiglia"e lì ha scatenato l'ira di ludovica che lo ha preso a botte e lui si è dovuto difendere. Tutto sotto gli occhi di Rebecca (l'amichetta di davide che ha colto l'occasione per difenderlo e far punire ludovica, sua antagonista) che ha portato i due duellanti dalla maestra intenta a chiaccherare. Quest'ultima ha rimproverato Ludovica e rassicurato davide (che era terrorizzato di essere punito lui, come avveniva lo scorso anno dalla suora) che aveva fatto bene a difendersi. La suora superiore ha chiamato davide, appreso questo episodio, e ci ha parlato a lungo, rassicurandolo che avrebbe chiamato Ludovica e poi i genitori perchè ciò non era conforme ad una scuola cattolica. Non penso che ciò sia stato fatto, la mamma di ludovica mi evita come fa dall'altro anno e la suora superiora non mi guarda in faccia quando mi incontra. Come posso arrivare a giugno in queste condizioni, visto che se vado di persona ho risposte acide, evasive, mi rimandano ogni volta a responsabilità di altri, non mi firmano, per ricevuta, neanche la lettera nella quale ho citato gli atti di bullismo?????
    Cosa buona è che hanno organizzato il progetto sul bullismo -facoltativo -del costo di 40 euro - erogato dalla stessa professionista che ha in terapia i genitori del bullo che tormenta davide (citato sopra) e per di più nelle prime due ore di lezione di un giorno normale di scuola e chi non lo frequenterà dovrà entrare a scuola intorno alle 11; poi, forse per l'intervento piccante di un papà, è stato rettificato, solo a lui e a voce, che per cdi un comportamento diverso e positivo, perchè non ho visto cambiamenti, indotti dalla professionista, nè sulla mamma del bullo, nè sul figlio, nè sulla maestra che ricorre a lei per consigli sui diversi accadimenti in classe. Insomma, la professionista non mi ispira fiducia e una delle psicologhe che avevo contattato, mi ha detto "certo questi progetti non sono sempre validi, talvolta si ha effetto contrario se non erogato bene". Sicuramente, la maestra ci conta su questo progetto per avere, forse, ciò che lei non è stata capace di seminare e raccogliere con questi studenti, tanto da farlo erogare in due ore di lezioni curriculari, dando per scontato che il progetto è facoltativo ma in questa modalità lo ha reso obbligatorio!! E' possibile, quindi, organizzare tale progetto in tale modalità??? Sicuramente su 26 alunni 4 non frequenteranno il progetto, e quale corso alternativo potranno offrire?? Sarebbe meglio inserirlo nel pomeriggio e non dare agli alunni meritevoli di frequenza i compiti a casa?? GRAZIE, se sarà possibile una risposta (ho contattato anche il telefono azzurro e mi è stato consigliato, in caso di necessità, le forze dell'ordine).

    Gentile Signora, far cambiarescuola adesso in quinta potrebbe creare problemi a Davide nell'ambientarsi in una nuova quinta di cui non conosce nessuno.
    Le consiglio di aiutare Davide a tener duro, visto che ha anche qualche compagna che lo difende . Se non Le firmano le lettere di protesta, le mandi per fax, coì ha la ricevuta di trasmissione..
    L'anno prossimo sarà in una nuova scuola, sperando che nessuno degli attuali compagni si iscrivano nella stessa sua nuova classe.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Sono una docente di sostegno della scuola primaria e volevo chiederle delle delucidazioni sul mio caso

    Gent.mo avvocato,
    sono una docente di sostegno della scuola primaria e volevo chiederle delle delucidazioni sul mio caso. Sono entrata di ruolo da qualche settimana e per me questo sarà l'anno di prova. Il giorno che siamo state convocate per scegliere la sede (provvisoria per quest'anno) ci hanno permesso di scegliere solo tra le sedi dell'Organico di Diritto. Per la scuola, dove avevo avuto l'incarico da ormai tre anni, c'erano tre posti su casi psicofisici, (però in OF, quindi non disponibili tra le scelte per noi di ruolo) e uno solo sull'udito (OD). Nei tre anni precedenti ho seguito un bambino autistico, con ritardo del linguaggio (non parla e sta iniziando ora con piccoli cenni di comunicazione non verbale intenzionale) e ritardo cognitivo medio-grave, con il quale ho portato avanti un percorso per riuscire a lavorare sulla comunicazione intenzionale, sull'autonomia e soprattutto per riuscire a "leggere" i suoi segnali per interagire ed insegnare ai suoi familiari e ai suoi coetanei come "parlare"con lui. Prima di scegliere lo stesso Istituto comprensivo ho chiesto ai sindacati presenti se, rientrando nella stessa scuola, avrei potuto chiedere, per continuità su un caso grave, di lavorare sullo stesso alunno ( su richiesta della famiglia) nonostante la mia "firma" su un caso di udito! I rappresentanti dei sindacati mi hanno detto di firmare tranquillamente perchè io non sarei stata nè la prima nè l'ultima a trovarmi in una situazione del genere e per giunta nell'anno di ruolo e che in tutte le scuole il dirigente aveva mantenuto la continuità. Ora i genitori si sono recati in provveditorato e dal dirigente ma quest'ultimo sembra non abbia voluto prendersi la responsabilità. Io volevo sapere quali sarebbero i rischi sia per il dirigente che per me, nell'anno di prova, e ,se fosse una situazione fattibile tutelata in qualche modo dalla legge, come dovrei affrontare tutti i miei impegni dell'anno di prova e come dovrei fare per dichiarare il fatto che io stia seguendo un caso psicofisico pur avendo firmato su un caso di udito? Sicura della sua disponibilità, le chiedo di rispondermi quanto prima e la ringrazio.

    Lei deve fare, a mio avviso, l'anno di prova con l'alunno per il quale ha firmato la nomina. Se il caso cambia per qualunque motivo, debbono cambiarLe la nomina e Lei deve firmare la nuova nomina.
    Comunque ne parli col D S e coi sindacati.Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • pdp e pei ?

    Salve, avrei bisogno di un'informazione: è possibile che genitore di alunno con certificazione 104 e diagnosi DSA richieda stesura sia del PEI che del Pdp?
    Grazie

    E' un'inutile doppio adempimento burocratico. E' sufficiente che nel PEI si inseriscano pure le misure compensative e gli strumenti dispensativi previsti.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Orario docente sostegno

    Gentilissimo avvocato,
    Le scrivo per avere un suo parere in merito a quanto mi sta accadendo. Sono una docente di sostegno della scuola dell'infanzia e mi sono stati assegnati due casi: un comma 3 (al quale sono state assegnate solamente 13.15 ore) e un comma1, b. In permanenza nella scuola d'infanzia (assegnate 11.45 ore). L'orario che mi è stato detto di fare è stato articolato su 3 giorni per il comma 3 e su tutti i giorni per il comma1. Ció mi comporterebbe, per 3 giorni, uno spostamento da una scuola all'altra (le due scuole distano 3,5 km). La mia domanda è se sia corretto che io faccia tali spostamenti, continui, senza una pausa prevista, poiché la pausa verrebbe considerata lo spostamento? È possibile che un'insegnante con difficoltà a spostarsi con un mezzo proprio debba svolgere tale orario? La ringrazio per la sua cortesia Veronica

    I due D S dovrebbero rendersi conto delle difficoltà di spostamento dei propri docenti in comune. Parli coi due D S formulando delle Sue proposte, eventualmente facendosi aiutare dalle funzioni strumentali nelle due scuole o dalle sezioni sindacali.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Possono chiedermi di portare fuori anche l'altro bambino con gravità e L104 ?

    Gentilissimo avvocato Nocera
    sono un insegnante di sostegno di scuola primaria e seguo un bambino con certificazione grave con L104.
    Nel plesso ci sono altri due bambini con gravità e L104.
    desideravo sapere se, in mancanza delle altre colleghe di sostegno, possono chiedermi di portare fuori anche l'altro bambino scoperto, e se esiste una normativa che vieta tale comportamento da parte delle mie colleghe di posto comune.
    resto in attesa di notizie
    ringraziandola
    saluti
    Mariagrazia Malta

    Intende dire fuori della classe? Se fosse così, la risposta è NO, poichè le lineeguida ministeriali sull'inclusione scolastica vietano di portare fuori della classe gli alunni con disabilità, specie se si tratta di metterli tutti insieme in un'aula per soli alunni con disabilità.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

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