Avvocato Salvatore Nocera

Avv. Salvatore Nocera

Avv. Salvatore Nocera

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curriculum

  • Sono un'insegnante di scuola secondaria di primo grado ...

    Egregio Avvocato,
    sono un'insegnante di scuola secondaria di primo grado e vorrei sapere se, in attesa del percorso di diagnosi per un discente, sia possibile che lo stesso sia seguito in orario curricolare da una persona scelta e pagata dalla stessa famiglia. Certa di un cortese riscontro, Le porgo distinti saluti.

    Assolutamente NO se trattasi di scuola statale, poichè ci sarebbero gravi problemi di responsabilità della scuola per la presenza di tale persona. Cosa diversa è se la famiglia chiede che persona di propria fiducia possa partecipare alle riunioni di GLHO.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Posso continuare a seguire nella scuola primaria l'alunna down che ho avuto per 3 anni nella scuola dell'infanzia ?

    Buonasera, sono un'insegnante di sostegno specializzata della scuola dell'infanzia.
    Vorrei sapere se posso continuare a seguire nella scuola primaria l'alunna down che ho avuto per 3 anni nella scuola dell'infanzia.
    Esiste una normativa in proposito, per una continuità che sarebbe ottimale?
    Grazie per la risposta.
    Ludovica C.

    Occorre prioritariamente verificare se Lei è abilitata anche per l'insegnamento in scuola primaria. Ciò posto, la scuola dell'infanzia e quella primaria dovrebbero chiedere all'Ufficio scolastico regionale l'autorizzazione ad una sperimentazione di continuità didattica ai sensi dell'art 13 comma 1 lettera E della l.n. 104/92 e del dpr n. 275/99, regolamento sull'autonomia scolastica. Ovviamente, Vi consiglierei di chiedere prima per le vie brevi se l'ufficio scolastico regionale, sulla base della situazione delle graduatorie o degli organici è disponibile alla sperimentazione; ottenuto un consenso informale preliminare, allora avviate le procedure, che i due Dirigenti scolastici conoscono.
    Cordiali saluti
    Salvatore Nocera

  • I genitori non intendono iscriverla alle scuole superiori per cui desidererebbero farle ripetere la seconda

    Gentile avvocato chiedo il suo parere sul seguente argomento: la mia alunna, costretta sulla sedia a rotelle per gravi handicap, fra qualche mese compirà 17 anni e frequenta la seconda media. I genitori non intendono iscriverla alle scuole superiori per cui desidererebbero farle ripetere la seconda e farla arrivare alla terza con 18 anni già compiuti. Il dirigente consiglia di portarla in terza e, se la si vuole fermare lo si farà in terza. La mamma sostiene, però, che se passa in terza quest'anno, compiendo i 18 anni, la legge non le consente di ripetere la terza. Le aggiungo anche che la ragazza fa circa 60 assenze l'anno. Io naturalmente sono l'insegnante di sostegno e desidererei conoscere il suo parere legale sull'argomento, tenendo conto che, terminando le opportunità scolastiche della secondaria di primo grado, per la ragazza si chiuderà qualsiasi altra opportunità.
    Grazie,
    Caterina

    Non c'è dubbio che superati i 18 anni di età la ragazza non potrà proseguire i corsi mattutini di scuola media, potendo seguire solo quelli per adulti. Occorrerebbe verificare se per lei non sia possibile proseguire , dopo la terza media, in un corso di formazione professionale adatta alla sua disabilità.
    Io consiglierei di farle proseguire la terza media con gli attuali compagni. Se l'anno prossimo di questi tempi compirà i 18 anni, qualora la tratteniate adesso in seconda media, dopo la ripetenza dell'anno prossimo non potrà frequentare la terza del mattino e le precluderete la possibilità anche di avere l'attestato.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • C'è una normativa che garantisca a mio figlio la continuità scolastica in questo istituto

    Salve Avvocato Nocera.
    Sono la mamma di Vincenzo, bimbo con Sindrome da Deficit di attenzione e iperattivita di attenzione 7 anni. Mio figlio frequenta la prima elementare (solo 12 ore settimanali). Nonostante è affiancato da una maestra di sostegno e da una educatrice retribuita dal comune, vogliono costringermi a fare cambiare scuola a mio figlio perché, "loro", dicono che non riescono a gestirlo. Ha rotto un un monitor per pc (parliamo sempre di un rapporto 2/1...) e pretendono da me i soldi come risarcimento. C'è una normativa che garantisca a mio figlio la continuità scolastica in questo istituto o, possono obbligarmi a cambiare scuola? La ringrazio, Cordiali saluti.

    La scuola non può cacciarlo, perchè l'art 12 comma 4 della l.n. 104/92 stabilisce che nessuna disabilità può essere causa di esclusione dalla frequenza scolastica. Se Suo figlio ha arrecato un danno a cose, dovrete rimborsare il danno o pagare un'indennità ai sensi dell'art 2046 del Codice civile.
    Sarà il caso che si riunisca urgentemente un GLHO con la Vostra presenza, oltre che dei docenti, e soprattutto degli operatori dell'ASL che seguono Suo figlio.
    Lì dovrete concordare il percorso socio sanitario che faciliti quello scolastico.
    Ma l'alunno rimane nella stessa scuola.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Esame di stato sì o no?

    Gentilissimo Avvocato,
    sono un'insegnante di scuola media superiore. In questo anno scolastico seguo una ragazza con obiettivi differenziati che frequenta la 5^ classe.
    M. frequenta con orario ridotto (20 ore con copertura totale e ingresso alle 9); dall'inizio dell'anno, per due gg. alla settimana è impegnata in attività di stage finalizzati alla formazione/orientamento lavorativo in previsione della sua uscita dalla scuola (le ore di didattica settiamanale si sono così ridotte a 5 di insegnante e 6 di educatore).
    La famiglia ha manifestato l'intenzione di non farla partecipare all'esame di stato e, quindi, non ha presentato la domanda di partecipazione, questo perchè non ne trova il senso e, anzi, lo ritiene solo una fonte di stress: ritengono allora più importante tutelare la serenità della figlia, visto che, comunque, non porterebbe all'ottenimento di un diploma.
    E' una cosa possibile? E come o cosa si dovrà scrivere sul documento del 15 maggio? E possono essere comunque certificati i crediti?
    Nel caso partecipasse all'esame, potrebbe affrontare solo la prova orale? E quale voto potrebbe esserle attibuito mancandole le prove scritte?
    Durante la prove scritte, essendo particolamente comunicativa, potrebbe essere allontanata dagli altri allievi, per non arrecare disturbo... cosa che è prevista, ma che sarebbe particolamente spiacevole, anche se attivata a tutela del resto dei ragazzi.
    Aspetto, con fiducia, una Sua cortese risposta.
    Cordialità
    Cinzia

    E' da precisare subito che se un alunno con disabilità non si presenta agli esami non può ottenere neppure l'attestato che viene rilasciato solo dalla Commissione.
    Trattandosi di un pei differenziato, l'esame deve svolgersi esclusivamente sulla base del pei svolto e può concludersi in un solo giorno; ovviamente, se viene esonmerata dallo scritto, non si pone il probòlema di separarla dai compagni.
    Sul tabellone, per il rispetto della privacy, dovreste mettere i voti sufficienti su tutte le caselle delle discipline, contrassegnandoli con un asterisco. L'asterisco rinvia al verbale di scrutinio della commissione, in cui si dirà che i voti indicati nelle caselle delle singole discipine corrispondono alle attività svolte effettivamente in sostituzione di esse e ciò per la tutela dei dati personali, che sarebbe violata se , al posto delle discipline, dovessero essere indicate le attività svolte in sostituzione.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Parere

    Egr. Avv. Nocera,
    mi scusi se mi rivolgo a Lei, ma è nota la sua grande disponibilità e ci terrei a ricevere un suo competente giudizio in merito a una questione, non scevra da complessità, che attiene ad un alunno di quattordici anni affetto da handicap, che dovrebbe frequentare la classe terza della scuola secondaria, in quanto regolarmente iscritto, dell’l'Istituto Comprensivo A. Manzi di Villalba di Guidoni che dirigo.
    L'alunno in argomento, frequenta dal 9 settembre un centro diurno di tipo riabilitativo, pur continuando ad essere iscritto alla classe terza dell'Istituto.
    Il ragazzo è affetto da un disturbo generalizzato dello sviluppo ed era riconosciuto, fino al mese di giugno us, in situazione di handicap c.1 art. 3, L. n. 104/92
    Negli anni precedenti e fino a tutto l’a.s. 2012-13, si è reso necessario prevedere una copertura totale delle ore, sia con il sostegno sia con l'assistente educativo comunale, poiché la situazione del ragazzo risultava essere ben più grave di quanto di fatto certificato; l'alunno a causa della sua patologia ha sempre seguito un percorso fortemente differenziato e dunque al termine della scuola secondaria avrebbe, comunque, conseguito il corrispondente attestato formativo. Per gli stessi motivi, ho ritenuto necessario prevedere per l’alunno una copertura totale anche per il corrente AS, sin dai primi giorni di scuola.
    Trascorsa la prima settimana dall'inizio della scuola, constatando la successiva e continuata assenza dell’alunno dalle lezioni, ho ritenuto necessario contattare telefonicamente la madre, al fine di comprenderne le motivazioni. Nell'occasione la stessa mi informa del fatto che, proprio in quei giorni, il ragazzo si stava sottoponendo ad una nuova valutazione medico – legale, onde ottenere una certificazione di ratifica delle condizioni di aggravamento.
    Con il passare dei giorni, successivi al colloquio di cui sopra, continuo a constatare l’assenza dell’alunno alle lezioni ed al contempo non ricevo comunicazione alcuna dai genitori, fino a che mi viene fatta recapitare da un centro riabilitativo, a mezzo fax, una ‘certificazione di frequenza’ che attesta l’inserimento in regime semiresidenziale dell’alunno in questione presso una struttura riabilitativa.
    Contatto dunque nuovamente la madre, che mi informa come il neuropsichiatra che segue il ragazzo, avendone valutato l'aggravamento, abbia ritenuto opportuno inserirlo in detta struttura riabilitativa.
    A questo punto della vicenda, contatto per le vie brevi direttamente il neuropsichiatra per richiedergli un GLHO, al fine di discutere la situazione determinatasi, richiedendo la partecipazione allo stesso anche della struttura accogliente; a tale mia richiesta, il medico di cui sopra osserva l’inutilità di un GLHO, ritenendo per la scuola sufficiente la certificazione di frequenza fattami pervenire.
    Ritenendo di dover dare comunque seguito a tutte le azioni necessarie per una più chiara comprensione dei fatti, contatto altresì per le vie brevi la stessa struttura di accoglienza, da dove – diversamente – mi confermano la necessità e/o l’opportunità che il ragazzo frequenti le lezioni almeno qualche ora alla settimana, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo scolastico; ciò anche in ragione del fatto che la struttura di accoglienza in parola è in sostanza solo un centro riabilitativo.
    A valle di quanto sopra, riconvoco dunque nuovamente la madre del ragazzo, che evita di presentarsi facendomi recapitare il giorno antecedente l’appuntamento fissato, un certificato del neuropsichiatra in cui si attesta che l'alunno: "è affetto da una patologia le cui condizioni cliniche, che in relazione all'ultima valutazione medico legale è risultata di tipo handicap grave, rendono non adatto per lui l'ambiente scolastico. Viceversa per il ragazzo si rende necessario l'inserimento presso una struttura riabilitativa di tipo diurno".
    Nel frattempo e visto che è ormai chiaro che l'alunno non frequenterà per quest'anno, ho informato della situazione sia L'USR sia il Sindaco e i servizi sociali del comune di appartenenza; e provvisoriamente l'alunno è stato considerato finora "assente giustificato".
    Alla luce di quanto sopra esposto e visto che l'alunno continua ad essere regolarmente iscritto presso l’Istituto, e siamo giunti alla fine del primo quadrimestre Le chiedo se:
    (a) i documenti che ho in possesso siano sufficienti a considerare le assenze dello stesso come giustificate;
    (b) ancora, vengono meno i presupposti di assolvimento dell’obbligo scolastico, e dunque occorra espletare nuove e diverse azioni in merito;
    (c) se al termine dell'anno scolastico e allo scrutinio finale e visto che il ragazzo non avrà mai frequentato, sarà meglio dichiararlo “ritirato di fatto per gravi e comprovati motivi di salute” e quindi non sottoporlo a scrutinio finale e dunque considerare l'alunno come ripetente.
    Il problema, però, si ripresenterebbe il prossimo anno, in quanto sia il neuropsichiatra sia i genitori sono intenzionati a mantenere il ragazzo iscritto a scuola (in qualità di ripetente), ma al contempo continuare a fargli frequentare la struttura riabilitativa che a tutt'oggi se ne occupa.
    Fiduciosa in un gentile riscontro alla presente,
    La saluto cordialmente
    Francesca

    Gentile Dirigente,
    quanto mi racconta concretizza un comportamento assai grave del neuropsichiatra infantile e della famiglia dell'alunno, il quale è inadempiente all'obbligo scolastico almeno sino al compimento del sedicesimo anno di età.
    Se dovesse prevalere la tesi che gli alunni con gravità non debbano andare a scuola, essendo preferibile per loro la frequenza dei centri diurni, rimarrebbe vanificata la sentenza della Corte costituzionale n. 215/87 e la normativa sull'inclusione scolastica.
    Se se la sente, dovrebbe sporgere regolare denuncia per inadempienza all'obbligo scolastico; sarà la Magistratura a decidere se la contravvenzione è stata compiuta dal neuropsichiatra, dalla famiglia o da entrambi.
    Lei comunque viene così esonerata da qualunque responsabilità per concorso nella contravvenzione.
    Quanto all'alunno, non penso possano giustificarsi le assenze con le motivazioni addotte dal neuropsichiatra, perchè allora sarebbe anche giustificabile e quindi legittimo il suo ragionamento ed il conseguente comportamento circa l'inadempienza all'obbligo scolastico.
    Se vuole fare questa battaglia, io sono disponibile a sostenerLa con i miei scritti.
    Cordiali saluti
    Salvatore Nocera

  • Significato di contitolarità

    Egregio avvocato Nocera, sono una docente di Sostegno di Scuola Primaria. Mi è stato affidato dalla Dirigente Scolastica un bambino autistico con rapporto1/1. E' stata stilata, per l'alunno,una programmazione annuale molto dettagliata, insieme alle colleghe della classe e copia di essa è stata consegnata alle stesse, in modo che possono continuare, in mia assenza, il lavoro proposto. Ultimamente ho tanti dubbi, essendo contitolare della classe io devo:
    1) Compilare documenti che riguardano tutti gli alunni della classe, mettere le assenze sul registro di classe e fare sostituzione delle colleghe assenti, nella stessa classe dove c'è l'alunno.
    A noi docenti di Sostegno a Settembre ci viene consegnato il registro personale dell'alunno che dobbiamo compilare in ogni sua parte. Dobbiamo redigere assieme alle figure competenti il PEI e il PDF; Adesso vorrei capire esattamente il termine di CONTITOLARITA' e se in qualche modo io vengo meno al mio dovere di insegnante di Sostegno. Inoltre vorrei sapere quali sono le leggi a cui fare riferimento. Aspetto fiduciosa una risposta. Grazie!

    L'art 13 comma 6 l.n. 104/92 stabilisce che i docenti per il sostegno sono contitolari della classe e partecipano a tutte le sue attività di programmazione e verifica.
    Pertanto Lei, insieme ai colleghi curricolari deve formulare il pei, tenendo conto della programmazione concordata per la classe, deve indicare sul Suo registro le assenze , durante le Sue ore di tutti gli alunni, perchè poi dovrà valutarli singolarmente con un voto non con riguardo al profitto in una singola disciplina, ma agli obiettivi dell'integrazione scolastica indicati nell'art 12 comma 3 della l.n. 104/92, espressamente richiamato dai primi articoli del dpr n. 122/09 sulla valutazione degli alunni, riguardante esplicitamente gli insegnanti per il sostegno.Non deve sostituire i colleghi assenti, come indicato in numerose mie schede sul sito www.aipd.it e nella terza Parte delle Linee guida ministeriali sull'inclusione scolastica del 4 Agosto 2009. Può anche segnare le assenze sul registro di classe, qualora all'inizio della mattinata non sia ancora arrivato il supplente dei colleghi assenti; ma Lei deve stare in compresenza dei colleghi in classe come precisato nella c m n. 250 , mi pare, del 1985.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Sanzioni disciplinari

    Gentile avvocato, volevo chiederle se le sanzioni disciplinari possono essere irrogate anche nei confronti degli alunni diversamente abili, in caso di infrazioni gravi.
    Grazie, Lucia

    Se i docenti sono convinti che l'alunno è in grado di comprendere il significato della sanzione, certamente le sanzioni possono essere irrogate pure a lui, facendogli comprendere il valore educativo della sanzione.
    Cordiali saluti.

  • Informazione riguardante il pei

    buonasera avv Nocera
    sono un papa’ di una bambina disabile con tretaparesi spastica nata pretermine. La bambina adesso va a scuola e fa la prima elementare ha tutte le ore di sostegno dopo un ricorso al tar l’anno scorso. Volevo chiedere un informazione riguardante il pei di questo anno sia la preside che la referente per l’handicap dicono che non e’ obbligatorio scrivere sul documento le strategie di emergenza sostengono che basta allegare un foglio con l’indicazione sul registro di classe. Oltre ad altro che siamo riusciti a far modificare su questo ribadiscono che non e’ possibile ma e vero ? Ci sono linee guide per legge da rispettare o ognuno fa come gli pare ? Anche perche’ su quello dell’anno scorso c’era scritto che con problemi di soffocamento nel bere come ha la bambina c’erano le manovre da fare. Se puo’ darci un consiglio la ringrazio Ninuccio

    Secondo me sul pei vanno indicati gli obiettivi da raggiungere e le strategie per pervenire ad essi, nonchè la quantificazione delle risorse necessarie. Ciò secondo quanto è scritto nell'art 10 comma 15 della l.n. 122/2010.
    AtteneteVi ai contenuti di tale norma, ovviamente indicando il tutto in modo sintetico di poche righe.
    Cordiali saluti.
    Salvatore Nocera

  • Il consiglio di classe può decidere di evitare le prove per il terzo anno (IFP) agli alunni diversamente abili con gravi difficoltà?

    Gentile avvocato sono una docente di sostegno presso un Istituto professionale; mi farebbe piacere avere delucidazioni rispetto agli esami finalizzati al conseguimento dell'attestato di qualifica professionale previsti per il terzo anno (IFP). Visto che la regione campania non ha effettuato nessuna precisazione in riferimento agli alunni diversamente abili che nel corso dell'anno scolastico abbiano seguito un percorso didattico differenziato, come bisogna comportarsi? Nel caso in cui si dovrà comunque procedere allo svolgimento di prove differenziate coerenti con il percorso didattico svolto ai fini del rilascio del certificato di crediti formativi (art. 15 O.M. 90) è possibile che il consiglio di classe possa decidere di evitare tali prove agli alunni diversamente abili con gravi difficoltà?
    La ringrazio,
    Lucia

    NO; gli esami si possono in questi casi svolgere in un unico giorno; però l'alunno deve svolgerli, perchè l'attestato può essere rilasciato solo dalla Commissione.
    Quindi fate un GLHO in cui deliberate che, data la particolare emotività dell'alunno, l'esame si svolgerà in un unico giorno.
    Cordiali saluti
    Salvatore Nocera

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