Una scuola a misura di bambino

Un genitore parla con soddisfazione della scuola nella quale è inserita la figlia; le insegnanti descrivono con orgoglio l'attività di solidarietà e umanità quotidiana dei loro alunni; e poi loro, gli alunni della II B, la classe della piccola Titti, la cui malattia non ha impedito di essere circondata da tanto affetto e comprensione.

Cara redazione,

tempo fa scrissi circa i disagi trovati da parte di un direttore didattico durante il passaggio dalla scuola materna alla scuola elementare della mia Titti. Oggi la nostra bambina frequenta la seconda classe presso la Scuola Elementare Matteotti di Terni, nella quale è inserita fin dalla prima. La sua classe è composta di bambini a dir poco stupendi, per la sensibilità che manifestano, per come hanno accettato Titti, per come la coinvolgono.

Attraverso le pagine del giornale vorrei quindi ringraziare Clara Giorgi, maestra di sostegno, Rosita e Michela rispettivamente operatrice scolastica e operatrice domiciliare, le insegnanti Giuseppina e Francesca nonché l'insegnante di musicoterapia. Un ringraziamento sincero e dovuto anche agli operatori della scuola e del progetto nel quale Titti è inserita. Grazie a tutti di cuore!

Mario Pallesch


Classe IIB Scuola Elementare "G. Matteotti"

Classe IIB Scuola Elementare "G. Matteotti" Terni A.s 2002-20003

Pensando di fare cosa gradita, inviamo la lettera che gli alunni della classe II B hanno scritto per mettere al corrente l'Associazione Italiana Rett dell'iniziativa da loro intrapresa a favore della ricerca sulla Sindrome di Rett, e la foto della classe nella quale è inserita Concetta Palleschi, una bambina seguita dal Vostro centro. Vogliamo segnalare la particolarità di questa iniziativa che è nata spontaneamente da questo gruppo di bambini fortemente motivati a capire la "diversità" della loro compagna di classe.

L'amore ha guidato ogni momento del loro impegno quotidiano e il clima che si è creato durante questi cinque mesi ha attivato la capacità, da parte loro, di riuscire a rapportarsi a Titti in modo sempre più corretto e produttivo. Si sono sentiti importanti perché artefici di una concreta risposta alla domanda che si sono sempre posti: "come aiutare Titti?" La cosa più bella è che nel loro attivo coinvolgimento hanno imparato ad osservare di più i comportamenti di Titti ed hanno imparato ad apprezzare ciò che lei sa fare e come renderla felice. Siamo proprio orgogliose dei buoni sentimenti che sono riusciti ad esprimere!

Le insegnanti della II B (Istituto Comprensivo G.Marconi, Scuola Elementare G.Matteotti - Terni)


Siamo i compagni di scuola di Concetta Palleschi (Titti) e frequentiamo la IIB della Scuola Elementare G.Matteotti di Terni.

Vogliamo tanto bene alla nostra Titti e vorremmo sempre vederla felice e sorridente. Siamo ancora troppo piccoli per capire perché lei non può fare tante cose che noi facciamo e abbiamo capito che lei ha una malattia che non le permette di parlare, camminare, leggere e scrivere, correre e saltare con noi durante la ricreazione. Le nostre maestre ci hanno spiegato che questa malattia si chiama Sindrome di Rett e poiché noi volevamo saperne di più, ci hanno letto alcuni articoli pubblicati sulla vostra rivista. Così abbiamo imparato a sfogliare ViviRett e abbiamo scoperto che ci sono tante altre cose che la nostra Titti può fare... e che noi possiamo aiutarla! Ma come?

Osservandola più attentamente abbiamo imparato a capirla; Titti sa sorridere se è serena e piange se prova qualche disagio, sa parlarci con gli occhi, bellissimi e ricchi d'espressività, sa accarezzare, prendere in mano alcuni oggetti che noi le porgiamo con amore, ascolta la musica e ne prova piacere, sa rallegrarsi quando osserva i balletti che noi improvvisiamo per lei, sa ridere delle nostre smorfie, mangia con noi in mensa ed esprime preferenze per il cibo. Ma la cosa più bella è che sa farci capire che è contenta di stare con noi. Abbiamo capito anche quanto è importante l'amore che le offriamo perché lei viene a scuola e sa di trovarlo ogni giorno.

Ma la cosa più importante che abbiamo capito leggendo la vostra rivista è che tante persone stanno studiando questa malattia perché vogliono aiutare Titti e tutte le bambine come lei. Perciò abbiamo deciso di aiutare anche noi la ricerca, mettendo da parte i soldini che ci danno i nostri genitori in cambio di piccole faccende domestiche. Abbiamo iniziato a gennaio a "lavorare con amore" per la ricerca, ed ora abbiamo un nostro piccolo capitale che mandiamo alla vostra Associazione.

Per favore, dite ai ricercatori di metterci tutta la loro bravura e il loro impegno per esaudire il nostro sogno più bello: far guarire Titti!

Intanto noi continueremo ad amarla per farle capire che, qualunque cosa accada nella sua vita, noi ci saremo sempre!

Gli alunni della II B CLASSE

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