Quando sanità fa rima con disservizio

Nel luglio 2004 ho sottoposto, come da tre anni a questi parte, mia figlia Giorgia a soliti controlli di routine presso il Policlinico di Siena.

Prenotati gli esami ad aprile, a luglio la situazione era la seguente: MOC: impossibile da effettuarsi perché il tecnico era in ferie. Per poter sottoporre la bambina ad elettrocardiogramma ci sono volute alcune ore di attesa presso il reparto di neuropsichiatria. Dopo momenti di difficoltosa comunicazione, scopro che l’accesso al reparto è impedito da vere e proprie barriere architettoniche: gli ingressi troppo stretti non permettono il passaggio del passeggino. Gli ascensori erano praticamente fuori uso, ma ovunque campeggiavano cartelli per l’utenza: “La vostra pazienza sarà premiata!”

Credo che molti non si rendano ancora conto quanto sia difficoltoso, anche in situazioni agevolate, muoversi e spostarsi con bambine che faticano a deambulare o presentano disagi di ogni tipo. Ritengo quindi opportuno segnalare agli uffici di competenza i disagi e il disservizio subito da me e da molti altri cittadini in quella circostanza, con la speranza che simili disguidi non si ripetano a danno di altri pazienti cittadini utenti del servizio sanitario.

Un ringraziamento è però doveroso al dott. Hayek e a tutto il personale del reparto di Neuropsichiatria Infantile che si è mobilitato per porre rimedio a tanti disagi.

Per chi si è trovato a vivere, come me, una situazione simile e volesse comunicare, può contattarmi.

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