Un’opportunità per comunicare

La lettura di un articolo; apprendere che si può sviluppare la comunicazione nelle bambine; dallo scetticismo iniziale ai primi, gratificanti successi. Cronaca di un percorso verso la comunicazione raccontato da una giovane mamma.

Quando leggemmo nelle pagine di ViviRett del corso di lettura di C.A.A. per le bambine Rett, io e mio marito pensammo di aver letto male; rileggemmo, ma parlava proprio di lettura; per noi era un'utopia solo poter pensare che la nostra Michela potesse leggere! Così, quando il responsabile regionale ci contattò per la partecipazione al corso tenuto dalla dottoressa Fabio qui a Rimini, accettammo, anche se con un po' di scetticismo. …ma quanto ci siamo ricreduti successivamente!

Già durante il primo incontro di preparazione ci siamo resi conto della validità, le riprese che ci hanno mostrato di bambine che stanno frequentando, ci hanno commosso e siamo tornati a casa entusiasti. La sera stessa ho iniziato a proporre a Michela i primi esercizi per la discriminazione dei colori ed è stato fantastico vedere la sua mano afferrare decisa il cubo rosso propostole! Da allora non abbiamo più smesso e il nostro percorso prosegue con buoni risultati con diversi incontri realizzati con la dottoressa Rosa Angela Fabio e Ilaria Castelli, la sua assistente.

Michela

Michela ora ha la conoscenza di sei colori, discrimina le forme cerchio/quadrato, le dimensioni piccolo/grande con materiali diversi; conosce il significato di alcune parole come “mamma”, “papà”, “latte”, “riso”, “coca” e “fiore”, tutto eseguito secondo il rigororso percorso stabilito. Il percorso è articolato in maniera tale che sia a scuola sia a casa tutto venga monitorato nella scheda predisposta dal programma: Michela infatti è seguita anche a scuola, grazie alla presenza di due insegnanti, Rossana e Fiorenza, che le propongono esercizi quotidiani.

Insieme a loro abbiamo frequentato le sedute di monitoraggio previste dal programma e ne abbiamo ricevuto un grosso stimolo a proseguire, nonostante i momenti di incertezza e stanchezza che talvolta possono sopraggiungere.

Durante gli esercizi io e Michela ci sentiamo vicine e finalmente per noi è arrivato il momento di comunicare; lei appare attenta e partecipe, mi capisce, e per me questo è importantissimo: le sue risposte sono un'immensa gratificazione; Michela percepisce che può darmi le risposte, che può scegliere, e avverte la mia gioia; quando la incoraggio, la sprono ad usare le mani e non solo lo sguardo per rispondermi: Michela ce la mette tutta, solleva la testa, si gira, poi ritorna alle sue parole per prendere quella giusta; a volte, però, la risposta è più diretta e senza incertezze. Michela si prende poi tanti complimenti che a volte pare quasi stupita e mi guarda quasi volesse dirmi “Beh, cosa ho fatto di così tanto importante?”

Sono già quasi due anni che lavoriamo a questo progetto e noi, ma anche gli educatori, gli insegnanti, ne ricevono un grande sostegno morale e psicologico.

Con le parole è stato tutto molto più veloce e facile: vedo Michela attenta ai cartoncini che le propongo con le parole: osserva con attenzione e impara rapidamente, ma è necessario seguire con scrupolo le modalità per l'apprendimento affinché tutto sia svolto in modo corretto, per evitare confusioni inutili. Infatti, ogni parola appresa deve essere rafforzata e raccolta assieme alle altre già memorizzate e solo in questo modo ci può essere la certezza che Michela l'abbia imparata.

Il percorso è lungo ma non bisogna avere fretta; la bambina ha i suoi tempi e questi vanno rispettati, affinché ogni giorno si possano aggiungere nuovi mattoncini al nostro percorso.

Alcuni doverosi ringraziamenti: alla dottoressa Rosa Angela Fabio che ha realizzato questo percorso; a tutte le persone che collaborano e si adoperano perché tutto ciò si diffonda; e a tutti coloro che ci hanno dato l'opportunità di conoscere, frequentare e lavorare su questa innovativa forma di comunicazione.

Leggi la Poesia dedicata a Michela

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