Un ricordo, un pensiero fugace, il dolore che riaffiora e capire, anche dai ricordi dolorosi, quanto l’amore sia al di sopra di tutto, sempre. Anche l’amore incondizionato e puro di un fratello verso la sua sorellina che non c’è più.
E ancora, immagini di bambine, ricordi di nonne affettuose, la speranza che cresce dopo la maratona televisiva di telethon...
Volevamo ringraziarvi per l’attenzione e l’articolo dedicatoci (ViviRett n.35, ndr); è ormai un anno che la nostra Carlotta ci ha lasciati, ma il suo odore è ancora vivo, come è vivo il ricordo del suo sorriso.
Aproprosito delle sorelle speciali e delle domande fatte dai fratelli, il nostro Giulio che ha sei anni, sfogliando proprio ViviRett mi chiedeva come mai tutte le bimbe rett sono così belle e perché quasi tutte hanno le mani come Carlotta. Due secondi più tardi chiude il giornale e mi osserva, dicendomi che in realtà non c’era bisogno di una mia risposta perché aveva capito: erano tutte importanti come sua sorella.
Amore e affetto se ne trasmettevano reciprocamente tanto; ricordo tuttora gli ultimi giorni di Carlotta, la febbre altissima, la sofferenza e i suoi occhi che si illuminano come due stelle nel tentato bisogno di mugolare mentre ascolta la voce di Giulio, suo fratello, dal telefono. Si commosse l’intero reparto, non lo dimenticherò mai.
Vorrei però non dimenticare quello che Carlotta ci ha insegnato e trasmesso: qualcosa di profondo e unico che solo chi vive giorno per giorno con “una rosa blu” può comprendere.
Se fosse possibile ci piacerebbe dedicare la copertina del prossimo numero di ViviRett a Carlotta e Giulio: l’amore eterno fra un angelo e suo fratello.
Grazie.



