2008

Parigi, 10-13 ottobre 2008 6° Congresso Mondiale sulla Sindrome di Rett

World Rett Syndrome Congress 2008

Pubblichiamo in questa sezione di Vivirett una sintesi degli interventi più significativi del Congresso di Parigi, organizzato anche con la collaborazione della nostra Associazione.

L’evento, che ha richiamato nella capitale francese ricercatori, terapisti e genitori da tutto il mondo, ha visto la partecipazione dei più illustri studiosi, che con il proprio intervento hanno contribuito a fornire un quadro completo dello stato attuale della ricerca sulla malattia.

Studi genetici, studi clinici e terapie ribilitative vengono presentati nelle pagine che seguono grazie alla insostituibile collaborazione delle dottoresse Russo, Vignoli, Rodocanachi, Frattoni, La Briola e Maggiolini, presenti alla manifestazione.

Dalla diagnosi alla terapia

L’intervento riassunto in queste pagine è in realtà il resoconto conclusivo del simposio parigino, e tuttavia ha il pregio di riassumere ciò di cui, nel corso della manifestazione, si è discusso nelle diverse giornate. Per questa ragione lo facciamo precedere alle altre relazioni, che i nostri lettori potranno approfondire nelle pagine seguenti.

Sintesi a cura della dott.ssa Silvia Russo - Istituto Auxologico di Milano

Dopo aver ringraziato gli organizzatori del Congresso Mondiale - Philippe Evrard, Gérard Nguyen, Helen Leonard, Leila Zribi, l’IRSF nella figura di Mary Joyce Griffin - la dottoressa Shanen ha dato un esaustivo riassunto della manifestazione che ha avuto il principale obiettivo di dare una panoramica dalle nuove acquisizioni molecolari ai trattamenti farmacologici mirati per la sindrome di Rett sviluppatesi a partire dalle conoscenze sempre più ampie sul ruolo di MECP2 nel sistema nervoso e del danno provocato dalla sua assenza sulle funzioni neuronali. MECP2 è il principale gene coinvolto nella sindrome di Rett, e gioca un ruolo complesso nel nucleo, con effetti diversi sulla trascrizione (Yasui et al, 2007, Chahrour, 2008). Basse concentrazioni di MECP2, determinano una perdita della regolazione genica dei geni target più rilevanti che sono Bdnf, Dlx5, Fxd1, IgFBP1, CRH, Cdkl5, e dei moltissimi altri che potrebbero essere controllati sia direttamente sia indirettamente da MECP2 ed essere tessuto o cellula specifici.

Il punto sulle più recenti scoperte nell’ambito della ricerca genetica

In questa sessione del Congresso mondiale i più affermati ricercatori hanno fornito una panoramica sui più recenti studi genetici, che ci fanno sperare in un futuro in cui il processo di reversibilità dei sintomi neuromotori e l’aumento della durata e della qualità della vita delle pazienti Rett sono obiettivi sempre più vicini.

Sintesi a cura della dott.ssa Silvia Russo - Istituto Auxologico di Milano

Dalle sessioni plenarie

Huda Zoghby (Houstone, USA) e Adrian Bird (Edinburgh, UK) hanno inaugurato il convegno. La prima ha fornito una panoramica generale sulla sindrome di Rett e sul principale gene coinvolto, MeCP2 che si è conclusa con quanto riportato nel suo ultimo lavoro apparso su Science all’inizio dell’estate. Partendo dall’osservazione che non solo la perdita di funzione ma anche una maggiore quantità di proteina espressa (pazienti con duplicazione del gene MeCP2) esitano in un quadro clinico di tipo neurologico sono stati effettuati studi di espressione genica nell’ipotalamo di topi che sono deficitari o iperesprimono MeCP2. In modelli di topo rappresentativi di entrambe le situazioni, la disregolazione di MeCP2 ha indotto variazioni nel livello di espressione di migliaia di geni, e contrariamente all’atteso, l’85% apparivano attivati da MeCP2; è stato inoltre dimostrato che MeCP2 si associa con l’attivatore trascrizionale CREB1 al promoter dei geni target che attiva, ma non al promoter dei geni di cui è repressore. Bird ha focalizzato il suo intervento su struttura e funzione del gene MeCP2 dedicando spazio all’esperimento da lui pubblicato lo scorso anno in cui si dimostrava che il quadro clinico di un topo adulto Mecp2- , opportunamente ingegnerizzato in modo tale da essere reversibile, mostrava un netto miglioramento dei sintomi neurologici, se l’espressione del gene era re-indotta.

L’epilessia nella Sindrome di Rett: diagnosi, aspetti clinici e genetici, terapia

In questa sessione i ricercatori di diversi Paesi hanno affrontato il problema dell’epilessia nei suoi diversi aspetti, presentando i risultati ottenuti e le terapie sperimentate dai propri gruppi di lavoro.

Sintesi a cura della dott.ssa Aglaia Vignoli Centro Epilessia, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi, Milano

La sessione è stata articolata in varie presentazioni di diversi gruppi di ricerca internazionali (Spagna, Australia, Israele, Francia e Germania).

La Dottoressa Vignoli durante il congresso
La Dottoressa Vignoli durante il congresso

“Outcome measures” per i trial clinici

In questa sessione si è discusso della problematica relativa all’identificazione e sviluppo di misure specifiche e strumenti di misurazione, da poter utilizzare nei trial clinici, per descrivere i diversi aspetti funzionali compromessi nella sindrome di Rett; particolare importanza è stata data all’utilizzo delle mani, come possibile misura delle abilità funzionali.

Sintesi a cura della dott.ssa Aglaia Vignoli Centro Epilessia, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi, Milano

Il primo intervento (Sakkubai – Baltimora) ha introdotto il concetto che per ogni aspetto studiato occorre identificare il corretto strumento per “misurare” e quantificare: ad esempio Video EEG in veglia e sonno per le crisi e le MPNE, ECG per le alterazioni cardiache, la MOC per la mineralizzazione ossea, la Vineland e “Mullen” per gli aspetti neuropsicologici…

Durante la rapida successione di esempi ha citato anche: KKI Rett Syndrome Severity Scale (RSSS) e Rett Syndrome Beahaviour Questionaire (RSBQ) (Journ of Child Psychol and Psych,2002). Quest’ultimo consiste in una “checklist” di caratteristiche comportamentali ed emozionali in cui si valuta la presenza/assenza di: stereotipie con le mani e altri distretti corporei, l’utilizzo delle mani, problemi nel sonno, difficoltà respiratorie, disturbi dell’umore, autolesionismo, contatto sociale. I singoli aspetti presi in considerazione nel questionario sono stati tratti dalle descrizioni di RTT presenti in letteratura e confermati dal confronto tra diversi specialisti (medici e terapisti); il questionario può essere somministrato anche ai familiari e può essere utile per evidenziare le caratteristiche presenti nella S. di RTT rispetto a quelle di una popolazione femminile con ritardo mentale senza RTT.

Disturbi del sonno e del comportamento nella sindrome di Rett

Alcuni studi presentati a Parigi hanno affrontato aspetti ancora poco indagati della malattia, quelli legati ai disturbi comportamentali, emotivi e del sonno. Ne presentiamo in questa pagina una breve penoramica.

Sintesi a cura della dott.ssa Aglaia Vignoli Centro Epilessia, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi, Milano

Disfunzioni autonomiche e respiratorie

Tre interessanti studi fanno il punto sulle disfunzioni del sistema respiratorio e del sistema nervoso autonomo nella sindrome di Rett e ipotizzano terapie farmacologiche.

Sintesi a cura della dott.ssa Francesca La Briola, Centro Epilessia - AO San Paolo – Milano

Epilessia e sfide cardiorespiratorie

Breve panoramica degli studi in corso sulla SR nei principali centri di ricerca mondiali

Sintesi a cura della dott.ssa Francesca La Briola, Centro Epilessia - AO San Paolo - Milano

Storia naturale della malattia

Diversi gruppi di ricercatori, dall’Italia all’Australia, hanno osservato come cambiano i sintomi con il progredire dell’età delle pazienti.

Sintesi a cura della dott.ssa Aglaia Vignoli Centro Epilessia, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi, Milano

I problemi gastrointestinali: come affrontarli

Uno studio australiano fornisce alcuni importanti suggerimenti per affrontare i problemi legati alla nutrizione delle bambine e migliorare la qualità della loro vita.

Sintesi a cura della dott.ssa Alessia Fratoni - Clinica Pediatrica, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi, Milano

La presa in carico della scoliosi

Differenti esperienze nell’approccio alla scoliosi nella sindrome di Rett sono state confrontate nel corso del Congresso mondiale di Parigi. La sessione dedicata a questo argomento ha affrontato temi relativi alle strategie di monitoraggio e di intervento ortesico e riabilitativo, ad esperienze di chirurgia con indicazioni per le valutazioni pre e post operatorie e ad esperienze delle famiglie.

Sintesi a cura della dott.ssa Marina Rodocanachi - Istituto Don Calabria, Milano

In una ricerca australiana (Jenny Down, Centre for Child Health Research, University of Western Australia, Perth) è stata riscontrata un’incidenza di scoliosi del 26% entro i 6 anni e del 75% a 13 anni.

Fattori predittivi precoci per lo sviluppo di scoliosi sarebbero l’ipotonia, una motricità spontanea ridotta prima dei 10 mesi di vita e la mancata acquisizione del cammino.

La mutazione p.R294X appare protettiva nei confronti della sviluppo di scoliosi.

L’autrice riferisce che non è ancora del tutto nota la storia naturale della progressione della curva e dei fattori in causa, ma sollecita la necessità di un monitoraggio costante che inizi prima dell’esordio della deviazione della colonna. Importanti fattori protettivi precoci sarebbero il movimento attivo con opportunità di svolgere attività fisica, una corretta postura seduta ed il mantenimento del cammino il più a lungo possibile.

In caso di decisione di intervento chirurgico di correzione della scoliosi è importante un approccio olistico e multidisciplinare per sostenere famiglia e paziente nelle fasi pre-durante e post-operatorie e lo svolgimento di programmi di fisioterapia appropriati.

Congresso Mondiale sulla Sindrome di Rett - Parigi 2008

World Rett Syndrome Congress 2008

E' disponibile, in Inglese, L'Abstract Book del Congresso Mondiale sulla Sindrome di Rett che si è tenuto a Parigi ad Ottobre 2008  in formato pdf

Informiamo gli associati, i medici, iricercatori, terapisti, insegnanti ecc. ...., comunque tutti coloro che sono interessati alla Sindrome di Rett che è nostro attuale inpegno tradurre in italiano le relazioni presenti nel Libro delgi Abstract ".

 

Sindrome di Rett: ipermedialità e apprendimento con il computer

Sono trascorsi poco più di due anni da quando “ViviRett” pubblicava un articolo (aprile 2006) su “Il computer a scuola: prime esperienze”. Ci sono stati sviluppi e il titolo che meglio rappresenta la nuova situazione è: “Ipermedialità e apprendimento al computer

L’Istituto comprensivo S. Pertini di Ovada (AL) sarà presente nei giorni 27-28-29 novembre 2008 a Bologna (Palazzo dei Congressi – zona Fiera) con uno stand alla prossima edizione di Handimatica.

HANDImatica 2008

Sabato 29 novembre alle ore 10,30 saranno presentati dal prof. Pietro Moretti i Quaderni ipermediali realizzati nel Laboratorio della Scuola Pertini in questi due anni di intenso lavoro con una bambina con sindrome di Rett.

Aggiornamenti sul potenziamento cognitivo nella sindrome di Rett

Un’indagine sull’attività continuativa di potenziamento cognitivo e comunicazione aumentativa alternativa (CAA) ne dimostra l’efficacia nelle aree linguistica, affettivo-relazionale e comunicativa.

Samantha Giannatiempo, Rosa Angela Fabio

Quest’anno l’AIR ha organizzato come ormai da anni, i monitoraggi sull’attività di potenziamento cognitivo e di Comunicazione Aumentativa Alternativa in alcune regioni d’Italia. Partecipano a questi monitoraggi tutte le bambine della regione che portano avanti in maniera continuativa tale attività ed usufruiscono di tali incontri, che si tengono due o tre volte all’anno, per poter verificare le capacità acquisite, i contenuti appresi ed aggiornare di volta in volta i loro obiettivi insieme alla famiglia, gli insegnanti e gli specialisti da cui sono seguite.

La tavola rotonda Telethon sulla sindrome di Rett apre una finestra sulla stato dell’arte della ricerca

Telethon con l’iniziativa “Vicino alla ricerca” ha deciso di aprire nella giornata del 7 giugno in contemporanea otto suoi centri di ricerca per mostrare come lavorano gli scienziati e per aggiornare i malati e tutte le persone interessate sullo stato dell’arte della ricerca in campo genetico. In ogni centro è stata trattata una malattia genetica diversa, al CNR di Pisa si è parlato di Sindrome di Rett.

Mutazioni nel gene FOXG1 causano la variante congenita della sindrome di Rett

Uno studio tutto italiano dimostra che, in pazienti senza mutazioni nei geni noti, MECP2 o CDKL5 la mutazione del gene FoxG1 è responsabile della SR, e rappresenta un grosso passo avanti nella conoscenza dei meccanismi molecolari che determinano la malattia.

Prof. Alessandra Renieri, Professore ordinario di Genetica Medica presso l’Univeristà di Siena, Direttore della UOC di Genetica Medica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese

I geni della sindrome di Rett.

I tre geni della sindrome di Rett

Fig. 1 I tre geni della sindrome di Rett.
La Figura illustra le tre proteine codificate dai tre geni della sindrome di Rett: MeCP2 (in giallo), CDKL5 (in rosa) e FoxG1 (in verde).

La sindrome di Rett è una patologia progressiva dello sviluppo neurologico che colpisce principalmente le bambine ed è caratterizzata da ampia eterogeneità clinica. Oltre alla forma classica infatti sono state descritte 5 varianti: la variante a linguaggio conservato, la variante con convulsioni ad esordio precoce, la variante congenita, la variante a regressione tardiva e le “forme fruste”. Dopo il 1999, anno in cui è stato identificato il gene MECP2 come causa della forma classica, sono stati fatti numerosi passi avanti anche nella comprensione delle cause delle varianti Rett.

Nel 2000 la Genetica Medica di Siena ha dimostrato che anche la variante con conservazione del linguaggio è causata da mutazioni in MECP2 (1). Più recentemente il nostro gruppo ha contribuito all’identificazione di un secondo gene localizzato sempre sul cromosoma X, CDKL5, coinvolto nella variante Rett con convulsioni ad esordio precoce (2)(3). Mi fa piacere comunicare in anteprima ai lettori di questa rivista che nel prossimo numero di luglio della prestigiosa rivista American Journal of Human Genetics, pubblicheremo l’identificazione di un terzo gene responsabile della variante congenita della sindrome: il gene FOXG1 (4). Si tratta di una scoperta tutta italiana che nasce dalla stretta collaborazione scientifica tra l’Unità di Neuropsichiatria Infantile di Siena, attualmente diretta dal Dr. G. Hayek, il gruppo del Dr. V. Broccoli del San Raffaele di Milano e la nostra Unità Operativa di Genetica Medica.

Assemblea AIR - Rimini, 17 maggio 2008

Riportiamo in queste pagine i contenuti della presentazione fatta dal Consiglio Direttivo dell’AIR. La signora Dovigo, nel suo intervento tenutosi durante l’assemblea di Rimini, ha ricordato ai Soci gli obiettivi dell’associazione ed ha fatto il punto sull’attività svolta nel 2007 - 2008, dando ampio spazio ai progetti in corso nonché a quelli di prossima realizzazione.

Principali obiettivi A.I.R.

  • Essere un sostegno ed un collegamento per le famiglie con ragazze affette da Sindrome di Rett ed informare sulle novità riguardanti la malattia.
  • Organizzare convegni, seminari e corsi per aggiornare ed informare famiglie, medici e terapisti.
  • Raccogliere fondi per stimolare e collaborare con l’equipe medico/scientifica allo scopo di sostenere la ricerca genetica, clinica e riabilitativa
  • Realizzare centri tendenti alla creazione di una conoscenza professionale di coloro che lavorano nel settore e sono preposti alla cura di pazienti affetti da Sindrome di Rett.
  • Aggiornare sulle più avanzate tecniche riabilitative, mantenendo i contatti sia con le principali associazioni Rett che con i ricercatori di tutto il mondo.

Cosa c’è di nuovo nella Sindrome di Rett

Gli studi genetici pubblicati negli ultimi mesi: le novità, le conferme e gli indirizzi per il futuro della ricerca genetica a livello mondiale.

Silvia Russo, Istituto Auxologico Italiano, Milano

In circa l’80% dei casi, considerando la totalità dello spettro clinico della sindrome di Rett (RTTS), la presenza di mutazioni nel gene MeCP2 (Methyl CpG binding protein 2) è responsabile dell’insorgenza della malattia. Per molto tempo si è pensato che la proteina riconoscesse sequenze metilate a monte di specifici geni, geni target, inibendone l’espressione ed esercitando così un ruolo di repressore trascrizionale. L’identificazione dei geni target è da sempre uno dei principali obiettivi della ricerca in quanto permetterà di capire meglio la correlazione tra la presenza delle mutazione in MeCP2 e le manifestazioni cliniche della RTTS e di pensare anche a come eventualmente sopperire nelle pazienti all’eccesso o deficit di determinate proteine.

Forme cliniche e fenotipo cardio-respiratorio in 60 pazienti Rett

Giorgio Pini, Simonetta Monti, Irene Baldi, Pietro Di Marco, Michele Zappella

Centro Rett di area vasta Toscana N-O, Ospedale Versilia - Lido di Camaiore

Introduzione

La sindrome di Rett (RTT) è una patologia dello sviluppo neurologico che colpisce processi maturativi specifici dell’organismo, in particolare delle cellule neuronali. Tale patologia, dopo un intervallo libero, comporta l’arresto dello sviluppo ed un conseguente grave deficit residuo.

L’epilessia nella sindrome di Rett: proposta di studio

L’epilessia nelle pazienti con SR: uno studio italiano, fortemente voluto dalla nostra associazione, ha la finalità di individuare gli approcci terapeutici più efficaci alle crisi.

Aglaia Vignoli - Centro Epilessia, Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi, Milano

L’epilessia è un disturbo neurologico che si caratterizza per la presenza di crisi epilettiche. Una crisi epilettica: scarica improvvisa e simultanea di una popolazione più o meno vasta di neuroni.

La diagnosi di epilessia viene formulata sulla base di due criteri: uno clinico, rappresentato dalla presenza di crisi ed uno evolutivo, rappresentato dalla tendenza delle stesse a ripetersi ad intervalli non eccessivamente lunghi.

Nelle pazienti con sindrome di Rett l’epilessia è una delle difficoltà maggiormente importanti tanto che in un recente studio francese (1), basato su questionari compilati da 200 famiglie, i genitori ritengono che l’epilessia sia il problema maggiore per la loro figlia (54%) o comunque un problema di media gravità (31%).

Nell’85% dei casi le famiglie ritengono che l’epilessia abbia ridotto le capacità di apprendimento e modificato il comportamento, riducendo il livello di attenzione, le capacità di interazione sociale e le capacità motorie delle pazienti.

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