L’osteoporosi è una delle complicanze più diffuse, ma la sua patogenesi è ancora ignota. Nuovi studi permetterebbero di disegnare le terapie più adatte per costruire un percorso diagnostico-terapeutico per una patologia ancora trattata in maniera empirica.
Maria Luisa Brandi
Gli studi condotti ad oggi dimostrano come il volume osseo sia ridotto istomorfometricamente con una scarsa attività osteoformatrice. Questo potrebbe compromettere un adeguato raggiungimento del picco di massa ossea.
Il peso, l’età e la dieta non appaiono fattori determinanti della densità minerale ossea in queste pazienti, nè esiste rachitismo.
La scoliosi, così frequente in questa sindrome, potrebbe trovare le sue basi eziologiche in una ridotta resistenza dell’osso, anche geneticamente determinata. Ma l’origine neurogena, vista la funzione asimmetrica dell’apparato neuromuscolare non può essere esclusa.
Una possibilità di una base genetica della osteopenia-Rett è stata proposta. Il ruolo del gene MECP2 nella patogenesi della ridotta massa ossea nelle pazienti Rett deve peraltro ancora essere dimostrato.
Il 23 e 24 Febbraio 2007 si è tenuto, con il Patrocinio del Comune di Bellaria-Igea Marina, della Provincia di Rimini e del Comitato Regionale della FISE Emilia-Romagna (Federazione Italiana Sport Equestri), un importante Convegno a carattere scientifico organizzato dalla Cooperativa sociale "Luce sul Mare" di Igea Marina incentrato su "La riabilitazione Equestre: prospettive teoriche ed attività terapeutiche". Ad esso hanno partecipato alcuni dei maggiori esperti nazionali sanitari e sportivi del settore, oltre che i Servizi Sanitari competenti della Regione Emilia-Romagna ed i Responsabili Sanitari del distretto.